La Galassia di Andromeda, conosciuta anche come Messier 31 e considerata la sorella maggiore della Via Lattea, è uno degli oggetti astronomici più importanti nel nostro cielo.
L’immagine deriva dalla combinazione di 1269 frame non guidati, ciascuno integrato per 120 secondi, per un totale di 42,3 ore, tutit ottenuti in remoto con l’unità robotica ARTEC250+Paramount ME+C3Pro61000EC disponibile presso la struttura del Virtual Telescope Project a Manciano (GR), sotto i cieli più bui dell’Italia peninsulare.
Il gran numero di fotogrammi utilizzati per ottenere l’immagine finale deriva dal nostro programma di ricerca di novae nella galassia, che ci ha permesso di scoprire una candidata nell’ottobre 2023. È importante notare che non tutte le 1269 immagini sono della stessa qualità: almeno un terzo di esse è stato realizzato con una Luna invadente nel cielo o in condizioni meteo non ideali, quindi probabilmente esso non ha contribuito al risultato finale, essendo stato escluso dal software che ha prodotto l’immagine integrata.
Nonostante ciò, il risultato è semplicemente straordinario, rivelando con chiarezza la galassia di Andromeda, ampiamente risolta in stelle, grazie all’alta qualità dell’immagine. Inoltre, risultano qui molto evidenti alcune caratteristiche poco note del sistema.
Ad esempio, la galassia satellite Messier 32 mostra chiaramente come il suo nucleo sia decentrato rispetto al suo alone, che è molto più grande e debole e che appare vistosamente allungato verso l’esterno di M31.
Anche Messier 110, in alto a sinistra nell’immagine, è molto interessante, mostrando le nubi di polvere oscura vicine al suo nucleo, una delle caratteristiche insolite che rendono questa galassia peculiare.
La galassia di Andromeda è l’oggetto più distante che possiamo vedere nel firmamento a occhio nudo, sotto cieli bui. Si trova a circa 2,5 milioni di anni luce, quindi guardandola stiamo osservando indietro nel tempo di 2,5 milioni di anni, ossia agli albori dell’evoluzione umana.
Pur essendo visibile a occhio nudo, il primo riferimento all’oggetto come a una “piccola nube” risale al 964 d.C. per opera dell’astronomo persiano al-Sufi e solo 650 anni dopo l’astronomo tedesco Simon Marius lo descrisse dopo averla osservato con un telescopio. Nel 1764 Charles Messier la incluse nel suo famoso catalogo come il 31º oggetto (da cui Messier 31), mentre circa vent’anni dopo William Herschel stimò che Messier 31 fosse 2000 volte più distante della stella Sirio, quindi chiaramente all’interno della Via Lattea. Nel 1850 Lord Rosse riportò una struttura a spirale.
Messier 31 è stata considerata a lungo parte della nostra galassia, la Via Lattea, anche se nella metà del XVIII secolo il filosofo Pierre Louis Maupertuis aveva ipotizzato che potesse essere un “universo-isola”, in accordo con le idee di Immanuel Kant, e circa un secolo dopo la spettroscopia aveva dimostrato che non poteva trattarsi di una nebulosa gassosa.
Messier 31 venne riconosciuta come una galassia, intesa come un sistema esterno, simile (in realtà più grande) alla nostra Via Lattea solo 100 anni fa, alla fine del famoso Grande Dibattito tra Harlow Shapley (che sosteneva che M31 facesse parte della Via Lattea) e Heber Curtis (che sosteneva la natura extragalattica di M31, ovvero una galassia a sé stante).
Grazie all’osservazione delle Cefeidi in M31, proprio un secolo fa, Edwin Hubble stimò la distanza dell’oggetto in circa 1 milione di anni luce, definitivamente al di fuori della Via Lattea.
Nel 1943 Walter Baade rilevò la presenza di stelle nelle regioni centrali della galassia.
È incredibile quanto un oggetto astronomico come la galassia di Andromeda possa raccontare sulla storia, sulla scienza e sulla filosofia. Siamo felici che, grazie a un’immagine così eccezionale, possiamo ricordare quegli importanti traguardi raggiunti da grandi scienziati.
Gianluca Masi