Il giorno del sole è vicino
Il giorno in cui il sole splende
Come tu hai sempre voluto
Questo è solo un miraggio
Ma noi siamo qui legati
Dobbiamo ancora strisciare nel fango…
C’era una volta una festività pagana, che è quella del Sole Irriducibile. Si celebrava il 21 dicembre con il calendario giuliano, poi diventato il 25. Fu l’imperatore Costantino, quello che liberalizzò la religione cristiana, ad introdurre a Roma la festa del sole. Il giorno del sole è rimasto nella lingua anglosassone con la parola ‘Sunday.’ I latini hanno invece introdotto la domenica ovvero il giorno del Cristo.
Il periodo delle feste è stressante, questo è certo. Se poi si è nella condizione di non credere c’è ancora più difficoltà nel festeggiare il natale, che è la religiosità per definizione.
Fare gli auguri significa predire il futuro, quindi adire alla superstizione. Poi, naturalmente si possono fare gli auguri di buon anno, con l’auspicio che le cose vadano bene.
È un segno notevole della collera pubblica per l’austerità e la crisi economica che un grande supermercato della Capitale faccia del suo spot natalizio proprio su questo argomento. La “festa di Natale”. promette che taglierà solo i prezzi, che anziché una crisi del Sistema Sanitario Nazionale, saranno gli orari di andare a letto a essere eliminati e che i “tagli per tutti” saranno generose porzioni di carne arrosto.
Questo potrebbe apparire come un tentativo un po’ ansiogeno di dare la colpa della crisi del costo della vita al governo, per salvare la capacità del supermercato di associarsi a tutto ciò che è comodo e festoso. Potrebbe anche essere inteso come, “Non siamo il personaggio capitalista di Scrooge qui, siamo la figura gentile che si prende cura dei suoi clienti il meglio che può durante il periodo natalizio.”
Il paternalismo è una parte molto radicata del simbolismo natalizio, che risale a tempi precapitalistici, quando i bevitori di vino importunavano le famiglie nobili per la loro quota di carne e bevande durante le feste.
L’altro aspetto di questa relazione era che le persone dovevano essere grate tutto l’anno al generoso signore che provvedeva ai suoi affittuari e servi. In Europa, la reinvenzione vittoriana del Natale si basava molto sul tema paternalistico, e quindi un poeta ripropose un santo medievale, il martirizzato re Venceslao della Boemia del X secolo, per un canto natalizio su un uomo ricco che donava cibo e allegria natalizia a un uomo povero.
Gli spettatori di questo non erano necessariamente quelli degli sfruttati, ma piuttosto quelli dell’élite. L’ultimo verso lo rende chiaro:
“Perciò, uomini cristiani, siate certi
Possesso di ricchezza o rango
Voi, che ora benedite i poveri
Troverete voi stessi benedizione.”
Questo è anche il senso del personaggio di Scrooge di Charles Dickens nel suo Canto di Natale.
Gigino A Pellegrini