I figli delle macerie

Il salto del muro
è il gioco più duro
attenti alla trottola
è forse una bomba
corriamo inciampiamo
noi figli nel buio
cerchiamo un tesoro
tra polvere e stracci
la vita è un’unghiatanon droni ma madri piumate 
cicogne sollevano infanti 
li portano al mondo dei santi

città bersagliata fantasma
 ripara la fuga un’arcata
a coppia vagante e stranierarifugio allo stremo una branda
la mamma distende il suo spasmo
e nasce tra rostri un bambino

si accende una coda di stella
richiama adorare il prodigio
quel luogo distrutto risplendeallegri piangenti silenti
accorrono i piccoli in frotte
in dono gli portano stenti  intonano al figlio divino
un canto che in cielo s’innalza
la luce che emani è salvezza.

Fonte: Elettrolettera

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