FINANZIARIA: I MINISTRI SI AUMENTANO GLI STIPENDI
Incredibile! Nonostante l’avessero più volte sbandierato, le pensioni minime restano al palo ma aumenta sensibilmente lo stipendio di alcuni ministri, di quelli in particolare che non sono parlamentari: 11 ministri e 6 sottosegretari. Per loro i soldi… ci sono!
Chiarito che non lo stabilisce il medico di entrare al Governo e che eventualmente si può anche rifiutare, chi accetta di “servire” il Paese – anche se non parlamentare – si porta a casa, oggi, uno stipendio di 5 mila euro oltre a 3.500 euro di spese forfettarie, auto di servizio, scorta e segreterie.
Non poco se lo si raffronta con chi non arriva, se non con difficoltà, alla fine del mese e i tanti che affollano le mense dei poveri, in fila per ore sui marciapiedi per un pasto caldo.
Per loro anche questo Natale sarà, come i precedenti, freddo e povero, anche se a Palazzo Chigi è arrivata da oltre due anni la terza donna più potente d’Europa dopo Ursula von der Leyen e Christine Lagarde.
Alla faccia dei diciassette esponenti di governo che dal 1 gennaio prossimo vedranno il loro stipendio salire a ben 12.400 euro. Una misura di equità, dirà la Premier! Peccato che lo stesso metro non venga utilizzato per il resto del Paese.
Ma che la proposta abbia tutti i crismi dell’indecenza lo dimostra che è arrivata sui banchi della commissione Bilancio della Camera alla fine, quasi a tempo scaduto, furtivamente, nascosta fra uno degli ultimi emendamenti.
Segno che anche il Governo se ne vergogna. Come non si vergogna invece del flop – ampiamente previsto – del concordato fiscale, degli 800 milioni buttati dalla finestra per gli hot spot in Albania, per il Ponte sullo Stretto voluto dal ministro Salvini, per il fallimento dell’autonomia differenziata cara a Calderoli. E qui ci fermiamo per carità di Patria. Il cahier de doleance sarebbe infatti lungo.
Ma per la Ducetta, e i suoi “cantori”, l’importante è continuare a “galleggiare” e far credere ai… sudditi che tutto va bene!
Fino a quando?
PdA