Calgary – Oggi i padroni del mondo, sembrano muoversi con molta cautela. Per conquistare terre, mercati, materie prime e schiavi, non hanno bisogno necessariamente di attuare immane barbarie, a loro basta la minaccia continua e perentoria della guerra nucleare, dell’acquisto di grandi proprietà che hanno bisogno di lavoratori.
“ Lo stesso mondo non è solo più strano di come ce lo immaginiamo, ma è anche più strano di quanto possiamo immaginare”. Il punto allora non è quello di raggiungere verità ultime, ma trovare gli strumenti concettuali che ci permettano di confrontarci con i problemi del presente, partendo dalla nostra posizione limitata biologicamente e, soprattutto, storicamente.
Tutto questo ha dato inizio ad uno sviluppo ineguale, caratterizzato da una crescente sofisticazione a livello di laboratorio e di progetti di ricerca, ma da una crescente irrazionalità dell’impresa scientifica nel suo complesso lasciandoci impotenti ad affrontare la complessità di fenomeni come le pandemie “indotte”.
“Sembra che l’uomo nella misura in cui assoggetta la natura, si assoggetti ad altri uomini o alla propria abiezione. Perfino la pura luce della scienza sembra poter risplendere solo sullo sfondo tenebroso dell’ignoranza. Tutte le nostre scoperte e i nostri progressi sembrano infondere una vita spirituale alle forze materiali e al tempo stesso istupidire la vita umana, riducendola a una forza materiale”. Karl Marx
Per la Convenzione sul genocidio che è stata promulgata il 9 dicembre 1948, genocidio è la distruzione parziale o completa di un gruppo etnico, religioso o nazionale. Nel caso in cui, però, c’è l’intenzione da parte di chi commette quella violenza di distruggere il gruppo in quanto tale. Il che significa che non si tratta di una violenza, sia pure terribile, dovuta a motivazioni quali possono essere una guerra, una volontà di conquista, una sopraffazione di potere. Deve essere il risultato di una volontà di far scomparire dall’umanità un preciso gruppo etnico, religioso o nazionale.
I genocidi rappresentano la fase più barbara e brutale del capitalismo attuale che, in nome di una falsa missione civilizzatrice un popolo ha diritto a sterminare un altro popolo e nel frattempo si conquistano terre, mercati, materie prime, schiavi e altre risorse economiche. Le iniziative portate avanti da Israele nella Striscia di Gaza sarebbero compatibili con la pratica del genocidio. È questa in sintesi la tesi sostenuta in diversi rapporti recenti dell’ONU, pubblicati in seguito alla conclusione delle sue indagini dal “Comitato speciale per indagare sulle pratiche israeliane che incidono sui diritti umani del popolo palestinese e degli altri arabi dei territori occupati”.
Secondo alcuni rapporti, Israele avrebbe inoltre operato intenzionalmente una censura mediatica e una repressione del dissenso interno, impedendo in parte l’accesso a informazioni fondamentali riguardanti le proprie operazioni e bloccando contenuti a favore dei palestinesi. Amos Goldberg, professore associato presso il Dipartimento di Storia ebraica ed Ebraismo contemporaneo presso l’Università Ebraica di Gerusalemme, lo scorso aprile, sosteneva che le azioni di Israele a Gaza sono genocide.
Si tratterebbe di un caso di genocidio da manuale. Il progetto coloniale europeo, etno-nazionalista e di insediamento in Palestina sarebbe entrato nella sua fase finale, verso la rapida distruzione degli ultimi resti della vita dei nativi palestinesi in Palestina. E per di più̀, i governi degli Stati Uniti, il Regno Unito, e gran parte dell’Europa, sono pienamente complici di questo orribile aggressione.
Gigino Adriano Pellegrini