Il diario di Pietruzzo 47

LANDINI E FELTRI, PER LA DESTRA 2 PESI E 2 MISURE

Da una settimana la Destra politica e i suoi house organ hanno massacrato Maurizio Landini per aver invocato, a parole, la rivolta sociale ed aver detto a Bologna nel giorno dello sciopero generale di voler “rivoltare questo Paese come un guanto”.
Apriti cielo! Il segretario della CGIL ha osato disturbare la “conduttrice” del tram-Italia con il rischio di farlo deragliare. E giù accuse e improperi di ogni genere al leader sindacale.
E Salvini che, un giorno sì e l’altro pure, dice cose vergognose nei confronti degli avversari e anche del “povero” Tajani, per non parlare degli immigrati? Lui no, lui “difende” sempre…
Già in questa disparità di giudizio si vedono importanti segnali di doppiopesismo in questa Destra di governo. Ma il “top” lo si è avuto con il silenzio assordante che ha accompagnato l’ultima uscita “razzista” di Vittorio Feltri, da consigliere regionale di Fratelli d’Italia della Lombardia più che da giornalista. E sarebbe stato ugualmente grave!
“Ai musulmani – ha detto – sparerei in bocca, sono razze inferiori”. Parole che non sappiamo se le ha pronunciate da sobrio, di primo mattino, o alla sera con il gomito un po’ alzato. Ma è bastato perché politici e giornali di destra criticassero Corrado Augias che, parlando del ministro della Giustizia Nordio, aveva mimato il gomito alzato.
Uscite del genere sono oramai un consuetudine in questo giornalista che, data l’età, ritiene di poter parlare “a schiovere lo”. Tanto poi, rituali, arrivano le scuse per allontanare eventuali querele.

E’ avvenuto con Ilaria Salis “vestita come una Cameriera di Catanzaro” , dove Fratelli d’Italia rischia di crollare nei voti, o quando ha detto che i ciclisti gli piacciono “solo quando vengono investiti”, e ha definito “quattro deficienti” le persone che hanno protestato davanti alla Regione proprio contro questa sua affermazione.
Frasi di una gravità inaudita che minano la convivenza civile e istigano all’odio razziale di fronte alle quali il suo Partito fa “spallucce” e la segretaria Giorgia Meloni, come suo costume, tace.
Ma Feltri non è il solo. A parte Carlo Nordio di cui si è detto, la politica ricorda l’ex presidente della Repubblica Giuseppe Saragat che a sera arrivava alquanto alticcio, tanto da evitargli banchetti serali. Unica eccezione per le cene di gala alle quali il Capo di Stato partecipava solo per i primi venti minuti e con, accanto, collaboratori fidati che poi lo accompagnavano nei suoi appartamenti privati.
E che dire di Winston Churchill, di cui ricorre il 150 anniversario della nascita, personaggio chiave del Novecento, più volte Primo ministro e smodato bevitore. “la mia unica regola di vita – disse una volta – è bere prima, durante e dopo i pasti”.
Solo che Feltri non è né Saragat né Churchill e, di questo passo, rischia di essere ricordato più per queste “sparate” che per tutto quello che ha fatto come giornalista.

PdA

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