Il diario di Pietruzzo 44

MELONI? HA “INVENTATO” IL SURF DELLA POLITICA

Saremmo dovuti arrivare alla cosiddetta Seconda Repubblica per vedere la politica “ridotta” ad una tavola di surf sulla quale distreggiarsi ora in alto, ora in basso, ed anche con qualche capriola. E’ l’acrobazia che da due anni ci sta facendo vedere Giorgia Meloni con proposte che vorrebbero farci dimenticare che cosa diceva quando era “confinata” all’opposizione.
Tutto dimenticato, almeno nelle sue intenzioni ma non nella memoria degli italiani, dal blocco navale per contrastare il fenomeno dell’immigrazione illegale all’abolizione delle accise sulla benzina, all’antieuropeismo, per fermarci solo alle iniziative più eclatanti della ex ragazzotta della Garbatella.
Con un volteggio da acrobata di razza, nell’autunno 2022, lo spartito è cambiato: sempre bassina e un po’ grassottella, Giorgia si è data una spolverata: nella forma ma anche nella sostanza.
Bravi hair stylist e affermate case di moda ci hanno offerto un personaggio apparentemente diverso, con nuove pettinature e decine di abiti firmati da sfoggiare soprattutto nei tanti viaggi all’estero, anche se la postura da comizio, con la voce urlata da mercato rionale e gli occhi strabuzzanti, tradiscono – quando scende dall’aereo e torna sull’italico suolo – la sua origine “popolana”, che però elettoralmente è stata finora la sua fortuna.
Ma fino a quando? Perché qui iniziano i problemi della nostra surfista che potrebbero, con un’onda “inforcata” male, farla cadere in acqua e portare a galla le tante contraddizioni della sua “ricetta” politica.
Si affaccia festante, in modalità Evita Peron, dal balcone della Casa rosada ma dimentica le migliaia di desaparecidos che il regime argentino ha fatto scomparire. Una “carambata”, conoscendo la storia, che avrebbe fatto meglio ad evitare!
Vota contro la nuova Commissione europea di Ursula von der Leyen ma poi corre a cercare appoggi, compreso l’endorsement di Mattarella, per portare ugualmente a casa la nomina di Fitto a vicepresidente esecutivo.
Si lascia baciare, ovviamente sulla fronte, dal Presidente Biden ma sfrutta l’amicizia con Musk per tornare ad abbracciare Trump. Così come conferma l’appoggio all’Ucraina ma non dice una parola sulla “mattanza” di Israele a Gaza e in Libano. Questa è Giorgia in giro per il mondo.
E in Italia? Assente o silente, evita di parlare con i giornalisti, a meno che non siano di “provata fede”, oppure si affida a messaggi autoprodotti, senza contraddittorio dove – si dice a Roma – se la canta e se la suona.
Per restare alle ultimissime vicende, nessun commento sull’attacco di Musk ai giudici italiani e neppure una parola neppur sul ministro Valditara, per il quale le violenze sessuali aumentano a causa degli immigrati, né sull’ “intima gioia” di Delmastro per i vetri oscurati dei nuovi furgoni della Penitenziaria che tolgono l’aria ai detenuti. Ed ora è augurabile che almeno prenda le distanze dalle torture nel carcere di Trapani, anche se è difficile che lo faccia chi predica “ordine e sicurezza”.
Ecco, il problema della nostra Presidente del Consiglio è l’essere ondivaga e non prendere mai le distanze da una classe politica imbarazzante e da ministri, molti davvero inadeguati ed ignoranti che, non conoscendo il senso delle parole, parlano spesso a vuoto.

PdA

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