Il diario di Pietruzzo 39

IN LIGURIA VINCE IL VOTO E PERDONO I VETI

Davvero beffardo in Liguria il destino di due consonanti. E’ bastato cambiare una “o” in una “e” per frantumare il sogno delle Opposizioni di riprendersi la guida della Regione e capire che la Politica, per qualcuno arrivatoci per caso nel 2018, non è improvvisazione!
E’ inutile girarci attorno. La causa del successo, sia pure sul filo di lana, di Marco Bucci sta negli avversari ed ha un nome ed un cognome: Giusepp(i) Conte. E forse il giudizio di Beppe Grillo su chi sta portando il “suo” Movimento all’estinzione non sembra campato per aria.
Umanamente comprensibile l’astio per Renzi che il 13 febbraio 2021 ne provocò inopinatamente la caduta. Ma – se in età adulta hai scoperto la politica e ti piace – non puoi legare le tue scelte al rancore. Che è esattamente il “harakiri” fatto da Conte a due mesi dal voto, avendo avuto gioco facile a trascinarsi dietro anche la Sinistra di Bonelli e Fratoianni.
E così è sfumato il sogno di un “en plein” nelle tre Regioni al voto in autunno . O addirittura – complice anche il malcontento delle popolazioni locali per le “alluvioni” di queste settimane – lo potrebbe realizzare proprio Giorgia Meloni pronta a raccogliere lo slancio del successo ligure.
La differenza tra la Premier e la Schlein sta nei “compagni di viaggio”. La Ducetta guida una coalizione rissosa, divisa su quasi tutto tranne che sulle poltrone; La segretaria del PD un Partito che, grazie a lei, sta riconquistando sempre nuovi consensi (e il voto ligure sta a dimostralo) ma non ancora in grado di dare vita ad una coalizione unita nel Paese e sui vari territori.
A Destra la maggioranza è sempre la stessa: al centro come in periferia. Litigano, sono divisi, ma quando si vota mettono da parte i dissapori, non discutono sulla guida, e vincono.
A Sinistra no. E’ tutta una discussione. Ognuno vuole imporre il proprio punto di vista e – più grave – non trovano punti di programma chiari e comuni, tali da essere riconoscibili dal proprio elettorato e dai tanti delusi che a votare ormai non vanno più.
Le Opposizioni debbono capire che gli astensionisti sono soprattutto a sinistra, e sono costoro da convincere e riportare al voto se si vuole tornare a vincere. Ma questo può avvenire solo su di un programma credibile, centrato sui problemi reali della gente, quelli di tutti i giorni, non le elucubrazioni di qualche “scienziato” della politica.
Non i Bettini ma gli “uomini del fare”, senza grilli per la testa, e con l’obiettivo di sconfiggere, prima che sia troppo tardi, questa Destra pericolosissima!

PdA

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