LE BUGIE DELLA MELONI HANNO LE GAMBE CORTE
Sono due anni che Giorgia Meloni, con il “coro” della Destradestra ci propina una narrazione “buonista” di quello che lei fa per il Paese. Narrazione puntualmente smentita da fatti che la Ducetta e il suo clan si gettano alle spalle con un’incredibile disinvoltura.
Del resto, da quando è nato, la bugia è la “cifra” della Trimurti Meloni-Salvini-Tajani. Ultimo, proprio in questi giorni, quando con una faccia tosta incredibile l’ex ragazzotta della Garbatella nell’aula della Camera ha invocato i buoni uffici del PD per “aiutare” Raffaele Fitto a superare a novembre l’esame di Bruxelles.
Addirittura la Premier si è appellata all’interesse nazionale ricordando che nel 2019 Fitto si spese per Paolo Gentiloni, commissario agli Affari europei.
Non è proprio così. Il 27 novembre, nella votazione della plenaria di Strasburgo sulla squadra dei commissari europei, i Conservatori e Riformisti si è divisero: 30 parlamentari hanno votato a favore della Commissione (di cui faceva parte Gentiloni), 14 si sono astenuti mentre 16 hanno votato contro. Tra questi, tutti gli esponenti di Fratelli d’Italia compreso Fitto.
Non solo, ma pochi mesi prima, il 5 settembre, proprio Meloni chiamò la piazza contro Gentiloni e definì un “inciucio” la sua nomina. Qualcosa, quindi, oggi non torna. O non era un “inciucio” quando Giorgia – all’opposizione e con il capello non ancora trattato da un hair stilist – disse agli italiani la grossolana bugia oppure, nel timore che il “suo” Fitto venga impallinato, oggi liscia il pelo al PD e rivendica buoni uffici che però, come abbiamo visto, non ci furono.
E che dire dei blocchi navali per impedire lo sbarco degli immigrati? Sarebbe dovuta arrivare a Palazzo Chigi, la Ducetta, per rendersi conto che si trattava di una fesseria e che non era praticabile! Meglio allora la “deportazione” in Albania con costi che forse sarebbe stato più giusto dirottare sulla sanità e sull’università. Ma Giorgia, intenta a “riscrivere la storia”, ci teneva a legare il suo nome, come per il premierato, a qualcosa di… imperituro. Peccato che per “restare” nella storia”… Qualcuno, prima di lei ma della stessa famiglia politica, ci avesse purtroppo pensato portando il Paese alla guerra con… le scarpe di cartone e con armi “di Checco e Nina”.
E siamo alla bufala delle bufale: in questa manovra economica “fondi record” sulla sanità. Tutti sanno che soldi non ce ne sono e che al ministro Giorgetti è spuntata una ciocca di capelli bianchi. Ma le difficoltà a reperire le risorse necessarie non frenano l’ego smisurato della nostra Premier: “mai tanti fondi”. Vediamoli: solo 900 milioni e il resto nel 2026.
E Giorgia? “Arrogante”, come disse Berlusconi, e…scaricabarile come sempre: “Se non avessimo speso allegramente negli scorsi anni, oggi avremmo più risorse da mettere sulla sanità”. Grazie!
Eppure sono al governo ormai da due anni e avrebbero avuto tutto il tempo di pensare a interventi più mirati e con meno improvvisazione. Per quanti anni dovremo ancora sentire questa litania?
PdA