IMMAGINI SENZA TEMPO

Beaumont sur Mer

Sono quasi certo di non essere un malato di mente. Ho Semplicemente sentito all’improvviso una urgenza di impossibile.
Le cose così come sono non mi sembrano accettabili, perché non hanno in loro ciò che cerco. Prima non lo sapevo. Molto tempo fa. Questo mondo così com’è fatto non è tollerabile. Ho bisogno di Marte, o della felicità o dell’immortalità e sono oggi in perfetta sintonia con un mio antico professore di filosofia molto incazzato con il primo uomo che aveva deciso di morire.
Ho un bisogno vitale di qualcosa che sia demenziale forse, ma che non faccia parte delle banalità di questo mondo mediocre e insopportabile. Non mi riferisco all’espressione: “ Siate realisti, chiedete l’impossibile” tanto decantata dai sessantottardi che conservano i cimeli della loro primavera sotto naftalina e ben curati nei loro armadi, pronti a mostrarli ai loro ospiti, dopo una cena fatta di salmone sockeye affumicato del Pacifico e con del caviale persiano.
ll 26 gennaio di un secolo fa, Giuseppe Ungaretti scriveva una delle poesie che toccarono il profondo dell’anima durante la mia adolescenza. Per la prima volta avvertii un forte dolore al petto. Il mio professore di Italiano asciugò le mie misere lacrime. Oggi come allora, nessuno può asciugare il mare di lacrime che solcano il mio stanco viso.
“SAN MARTINO DEL CARSO”
Di queste case
non è rimasto
che qualche
brandello di muro
Di tanti
che mi corrispondevano
non è rimasto
neppure tanto
Ma nel cuore
nessuna croce manca
È il mio cuore
il paese più straziato.
Questo sentimento di dolore, oggi più che mai mi appartiene . Lo rivendico.
Versi necessari, condensati in pochi e brevi travasi in cui, servendosi di analogie, esprimeva sentimenti di solitudine e sofferenza esistenziale, ma anche di grande solidarietà e fratellanza.
Gigino A Pellegrini & G el Tarik

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