Il diario di Pietruzzo 28

“GIUSEPPI”: PER ESISTERE DEBBO SCHIERARMI? E CON CHI?

Giuseppe Conte porta la responsabilità principale di aver fatto vincere, alle politiche dell’autunno del 2022, la Destra di Meloni e Salvini e rischia, se non si ravvede, di farla vincere di nuovo.
Il segretario dei Cinque Stelle è un uomo della società civile, non ancora un politico di professione, e quindi privo di quelle astuzie che invece la ex Frequentatrice di Colle Oppio conosce bene.
La Furbacchiona ha capito di poter puntare sull’avvocato di Volturara Appula per spaccare l’Opposizione: l’offerta della direzione della TGR.
Non è detto che la “promessa” vada in porto ma intanto la Ducetta ha portato a casa due risultati: creare problemi al cosiddetto “campo largo” e smuovere le acque sulla Rai. Il fattore tempo lavora per lei, non per l’Opposizione, tantomeno per Conte.
Sia chiaro: Il discorso non riguarda solo i Cinque Stelle che però in una eventuale alleanza, dopo il PD, hanno il loro peso numerico. Un insegnamento dovrebbe venire loro dalla Francia dove tutti i partiti dell’arco costituzionale hanno messo da parte le “bandierine” personali ed hanno fatto fronte comune ribaltando così i risultati del primo turno. Una vittoria di Pirro? Può essere ma intanto oggi governano loro. Ancora per quanto tempo? Lo si vedrà…
In Italia questo è difficile. Non lo è stato due anni fa consentendo alla signora Meloni di andare a Palazzo Chigi con numeri impressionanti e rischia di ripetersi ad ogni elezione. A cominciare dalle regionali in Liguria.
Fra le Opposizioni c’è sempre qualcuno, più puro dell’altro, indifferente al risultato finale ma impegnato ad occuparsi del proprio… orticello.
Se non si cambia, Giorgia Meloni avrà tutto il tempo di dare vita ad una seconda Repubblica mandando alle ortiche la Costituzione, sulla quale ha “disinvoltamente” giurato, ma che detesta perché nata dalla lotta di liberazione da quel fascismo sulle cui ceneri Giorgio Almirante ha fondato il MSI e di cui Fratelli d’Italia è l’indiscusso erede.
Vero, Ignazio Benito La Russa?
Sembra che di questi rischi reali le Opposizioni si disinteressino, tutte prese a farsi reciprocamente le pulci, tanto ci sarà tempo di unirsi alla vigilia del voto in un’alleanza organica. E’ avvenuto nel 1996 e nel 2006 con Romano Prodi e si è visto come è andata a finire, tutte e due le volte.
La Destra invece, nonostante le tante divisioni interne, è dal 1994 che ha la capacità di mantenersi unita e, nelle sfide elettorali, di imporsi. Mentre nelle Opposizioni la “regola” è quella di “rubarsi” reciprocamente i voti.
E’ trascorso un trentennio ma a Sinistra non si continua a capire che con i veti non si vince.

PdA

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