Il diario di Pietruzzo 26

MELONI TACE SU TOTI MA DIFENDE SALVINI, A PROCESSO APERTO

Inadeguata la classe politica ma inadeguata soprattutto la Presidente del Consiglio che non dice una parola sulla decisione di Toti di patteggiare mentre, a processo ancora in corso e quindi in attesa di sentenza, attacca i giudici e difende Matteo Salvini.
Da anni Giorgia Meloni ci ha abituati a non pensare e, a volte, a reagire “di pancia”. Ma questo poteva andare quando si trovava sui banchi dell’opposizione, oggi no.
La Premier ha giurato sulla Costituzione e spesso lo dimentica. E, intervenendo sui pubblici ministeri che hanno chiesto il carcere per Matteo Salvini, ha invaso un terreno che non è suo, condizionando pesantemente la Corte che tra qualche giorno dovrà pronunciarsi.
Si è resa conto, la ragazzotta della Garbatella, dello stato d’animo di chi dovrà giudicare il comportamento del suo Ministro dopo quello che Lei ha detto sulla requisitoria dei pubblici ministeri? La Corte potrà davvero decidere in libertà?
A meno che – e qui ci viene in soccorso il “divo” Andreotti – non lo abbia concordato con lo stesso Salvini, di proposito, per consentire ai PM di ricorrere in appello e così…allungare i tempi della sentenza definitiva.
A Roma si dice: Campacavallo… E’ probabile. Anche se l’escamotage richiede una mente sopraffina, eccessivamente cavillosa, non un “pane e frittata”. Ma questo non sembra il caso della Ducetta, alla quale però qualcuno avrebbe fatto bene a spiegare, prima di mandarla a Palazzo Chigi, che il Sistema si regge sulla divisione dei poteri. Può non piacere ma la legge va rispettata. Da tutti.

E che dire della difesa dei confini per la quale Matteo Salvini, come un eroe risorgimentale, si è…immolato! Solo che gli eroi veri, non parolai, spesso erano disposti a sacrificarsi.
Il segretario della Lega, no. Chiede, ed ottiene, che la sua maggioranza prenda posizione,  già ora, prima che i giudici si pronuncino e convoca tutto il partito per il 18 settembre a Palermo quando Giulia Buongiorno, che lo difende, pronuncerà la sua requisitoria. Una modalità teatrale per fare pressione sui giudici che poi dovranno decidere. Con animo sereno?
Ricordate quando il Capitano - petto in fuori e sguardo fiero - annunciava che non aveva paura delle conseguenze della decisione di sequestrare per 19 giorni la nave spagnola?

Lo faceva per difendere il sacro suolo dell’Italia da 147 naufraghi bagnati, affamati e senza armi o in spregio a tutte le regole del mare, per un interesse esclusivamente elettorale e per la sua smania di protagonismo?
Meloni e la sua maggioranza hanno accolto il suo appello e stanno cercando di influire sulla decisione della Corte. Povera Italia!

PdA

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