UN GIORNO NELLA VITA DI UN KONDUCATOR

Beaumont sur Mer

“Il fatto che migliaia di persone condividano gli stessi vizi non fa di questi vizi delle virtù, il fatto che essi condividano tanti errori non fa di questi errori delle verità, e il fatto che migliaia di persone condividano una stessa forma di malattia mentale non fa che questa gente sia sana.” E. Fromm.
Se i cittadini di Amantea provassero a reagire in qualsivoglia modo, all’andazzo odierno, forse si troverebbero davanti un muro invisibile e verrebbero costantemente trattati come beoni e mattacchioni. Certamente, verrebbero presi di mira nell’osare esprimere disapprovazione.
In una situazione del genere, il semplice cittadino dovrà stare particolarmente attento nell’esprimere i propri pensieri e opinioni per non essere rimproverato e punito. Questa autocensura permette ai carcerieri-amministrativi di zittire le persone con sempre meno sforzo.
Gli spavaldi amministratori tendono sempre ad ingigantire precauzionalmente qualsiasi cosa percepiscano come una minaccia alla propria superiorità e al proprio ruolo ricattatorio. Un esempio su tutti: l’incontestabile decisione di prolungare il loro soggiorno al potere. I Konducatores di oggi infatti non sono più solo avidi di cose da esibire per ostentare il loro status sociale e per compensare i propri complessi di inferiorità, ma hanno fatto del consumo stesso un elemento fondamentale della propria vita psichica.
Nel loro piccolo mondo, sono gli unici a poter avere sempre ragione e chiunque osi dire il contrario crea una ferita narcisistica che spesso sfocia in rabbia. Nei casi peggiori queste persone scelgono di esprimere la propria rabbia narcisistica attraverso gli insulti quando non riescono a trovare un modo migliore di manipolare l’opinione altrui o gestire le altrui emozioni. Se dunque un Konducator è immerso in una forma narcisistica e materialistica di base necrofila, quello di oggi sembra regredito ulteriormente verso aspetti schizoidi che lo inseriscono sempre più in un deserto relazionale, in un contesto di disimpegno emotivo generale in cui non è rimasta che l’indifferenza in mezzo ad una saturazione esasperata di stimoli ed informazioni.
Gli insulti sono il suo metodo più semplice per zerbinare, umiliare e offendere l’altrui intelligenza, l’altrui aspetto e comportamento, invalidando allo stesso tempo l’altrui diritto all’autodeterminazione con un proprio punto di vista e con una propria dignità.
In generale, i konducatores sono narcisisti, sociopatici ed altre personalità tossiche che tentano continuamente di testare i limiti delle persone per capire quali possono oltrepassare. Più violazioni riescono a commettere senza conseguenze, più porteranno le cose alle estreme conseguenze.
Ogni tanto in questi capetti fa capolino una certa paranoia quando si sentono attaccati; quando la loro percezione di avere diritto a tutto, il senso di superiorità e la loro autostima vengono messi in discussione in qualche modo, e piuttosto di affrontare le dissonanze interagendo con le altrui opinioni, preferiscono negare il diritto di avere un punto di vista, tentando di instillare paura nella collettività rispetto alle conseguenze dell’essere in disaccordo con loro e del non rispettare le loro richieste.
Per questi “signori” venuti da una lontana galassia, la risposta a qualsiasi sfida è un ultimatum, e la formula “devi fare questo o io farò quest’altro” diventa un tormentone quotidiano.
Un segno chiaro di miseria è l’incapacità di questi piccoli omini di rendersi conto delle proprie inadempienze, e l’atteggiamento di usare ogni potere in loro possesso per evitare di esserne ritenuti responsabili. Questo comportamento è come una proiezione. La proiezione è un meccanismo di difesa utilizzato per deviare la responsabilità di un comportamento o un tratto negativo, attribuendolo a qualcun altro. Agisce come una digressione che porta a evitare le proprie responsabilità.
Gigino A Pellegrini

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