Carissimo Fratello Velio, chi viene al mondo con un’altra persona potrebbe non pensare alla possibilità che il suo “gemello” possa morire senza di lui. Ma quasi sempre un gemello muore prima dell’altro. Da quel momento, dicono i gemelli, l’unicità della vita da gemelli si trasmette al dolore che provano. Ne abbiamo parlato molte volte.
Le persone raramente vogliono parlare della morte. Che si tratti della propria morte, della morte di qualcuno che amano o semplicemente del concetto di morte, la maggior parte delle persone preferisce parlare di colonscopie e tasse piuttosto che discutere di qualcosa di cui ha tanta paura e che non capisce veramente.
Dopo la Tua morte, ho trascorso queste ultime ore nella nebbia . Sto cercando di capire il dolore e sembra che non vi sia una sequenza temporale per il dolore. Non c’è data di scadenza. Che siano passate ore, giorni o decenni dall’ultima volta che hai perso qualcuno.
Il tuo svanire fa molto male tanto quanto il momento in cui Te ne sei andato. I tuoi figli Lucrezia, Leonetta e Brian lo hanno scritto su Repubblica. Sto cercando disperatamente e semplicemente sul come fare nell’accogliere il dolore. Accetto malvolentieri che nulla sarà mai più lo stesso e cerco di non avere alcuna aspettativa.
Caro Velio, per Aristotele come per noi, l’amicizia era ed è una virtù o per lo meno è vicina alla virtù ed è estremamente necessaria alla nostra vita, dato che nessuno sceglierebbe di vivere senza amici, anche se avesse tutti gli altri beni. L’amicizia, quindi, è stata per noi due indispensabile e continuerà ad esserla per l’umanità per dare un senso alla propria vita.
Addio per sempre, carissimo Amico.
Gigino A Pellegrini