SE SERVE UNA “PORCATA”, CALDEROLI E’ DIETRO L’ANGOLO
Che la legge sull’autonomia regionale (differenzziata?) creasse problemi anche nella Destra di Giorgia Meloni non era un mistero. Del resto l’autore, Roberto Calderoli, è lo stesso che non si vergognò di definire in modo spregiativo “una porcata” la legge elettorale da lui studiata esclusivamente per ostacolare la vittoria piena del centrosinistra alle politiche del 2006.
Ed ora, soprattutto nel partito della Premier, c’è chi comincia ad avanzare dubbi su alcune ambiguità della legge, sui reali obiettivi della Lega, sui rischi di spacchettamento del Paese, se sia stato giusto, ed elettoralmente pagante, “barattarla” con il Premierato. Perché questo è il prezzo che Giorgia Meloni ha dovuto pagare per portare avanti, ed intestarsi, quella che dovrebbe essere la “madre di tutte le riforme”.
Ed ora che i buoi sono usciti dalla stalla si cerca di correre ai ripari proponendo a Palazzo Chigi un tavolo di “coordinamento sull’autonomia” per evitare “fughe in avanti” perché prima, sostengono a Fratelli d’Italia, occorre fissare i livelli di Lep e trovare i relativi finanziamenti.
Ma la legge è volutamente ambigua su quando può realmente essere operativa, e i governatori del Nord se ne fregano, attivandosi già per ottenere la cessione delle materie non vincolate ai Lep, entrando così
in conflitto con alcuni ministri (Musumeci, Urso, Lollobrigida) che non accettano il ridimensionamento dei loro dicasteri.
Una domanda: Non sarebbe stato meglio, anche per il centrosinistra, mandare Calderoli alla Presidenza del Senato e consentire a Ignazio Benito La Russa di tenersi a casa il busto di Mussolini, al limite “alzando” anche il braccio destro, ed evitare di sentirlo dire che l’attentato di via Rasella era contro “una banda musicale di semi pensionati e non nazisti delle SS”?
PIU’ CHE DIVISIVO Berlusconi E’ STATO…CHIACCHIERATO
Quanti criticano l’intestazione di Malpensa a Berlusconi perché divisivo – e lo è stato – dimenticano che il Cavaliere è stato soprattutto… chiacchierato, molto chiacchierato.
Come dimenticare la lettera di Veronica ai giornali dove la moglie del Cavaliere abbandona la sua tradizionale riservatezza e prende le distanze dai comportamenti “disinvolti” del marito parlando di “ciarpame senza pudore”?
Era l’aprile 2009 quando Berlusconi diventa “Papi”, in occasione del compleanno della diciottenne Noemi Letizia, il primo inquietante squarcio sulle frequentazioni di Berlusconi con ragazze giovanissime. E da allora le vicende “private” del Premier, e i rapporti con la giustizia, s’intrecciano alla vita politica.
Basti ricordare la manifestazione di solidarietà dei parlamentari, con in testa Maria Elisabetta Alberti Casellati, sulle scale del Palazzo di Giustizia di Milano, e il “braccio di ferro” del Cavaliere con i giudici sulla presenza ai vari processi. Una storia che si è dipanata per una quindicina di anni e che avrebbe consigliato un momento di maggiore riflessione nell’intestargli l’aeroporto di Malpensa.
Ma il ministro Salvini, che l’ha proposto, è un uomo del nord che “fa” prima di pensare, soprattutto in questi anni di vacche magre. Per lui.
E così, dopo Putin e Vannacci, arriva l’aeroporto Silvio Berlusconi. Come dire, tutto… fa brodo!
PdA