I luoghi in Italia dove il turismo è a numero chiuso

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Da Venezia al Conero, dalle spiagge in Sardegna alle Cinque Terre: ecco dove si applicano limiti al flusso di visitatori

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Visitatrici fotografano il Ponte di Rialto Venezia è una delle città che più soffre gli alti flussi di turismo

La baia di Portonovo, nel cuore del Conero, è diventata la prima località nelle Marche a scegliere forme di turismo a numero chiuso e implementare una “Zona ad accesso controllato” (Zac), ovvero un sistema ideato per limitare l’afflusso turistico, proteggere l’ambiente e migliorare la qualità dell’esperienza per i visitatori. Questa misura prevede un controllo rigido degli accessi e dei parcheggi e vuole evitare il sovraffollamento, preservando la bellezza naturale della baia. Portonovo è diventata una destinazione ambita non solo dalla gente del posto ma anche dai turisti italiani e stranieri: in questo come in altri luoghi, però, l’incremento del turismo ha portato con sé significative sfide ambientali.

Chi ha provato a limitare l’accesso (o vorrebbe farlo)

Venezia

Portonovo non è un caso isolato quando si tratta di lotta all’overtourism in Italia: il fenomeno del turismo a numero chiuso comprende ovviamente anche Venezia, forse il caso più famoso in Italia e nel mondo quando si parla di sovraffolamento di turisti. La città lagunare ha recentemente introdotto un ticket d’ingresso per i visitatori giornaliericon risultati particolarmente positivi dal punto di vista economico.

Sardegna

In Sardegna, località come la spiaggia di Cala Coticcio, La Pelosa a Stintino e Cala Brandinchi hanno imposto un numero massimo di visitatori giornalieri prenotabili tramite app.

Bolzano

Anche il Trentino-Alto Adige sta affrontando un problema simile: la provincia autonoma di Bolzano, una delle destinazioni più amate, in passato ha proposto un limite annuo ai pernottamenti, fissato a trentaquattro milioni, corrispondente ai dati del 2019. Inoltre, ha regolamentato l’apertura di nuove strutture ricettive e il mercato degli affitti brevi

Liguria

Guardando alla Liguria, Portofino ha istituito delle “zone rosse” per evitare l’affollamento e garantire una migliore gestione dei flussi turistici, mentre le Cinque Terre stanno valutando misure simili. La sindaca di Riomaggiore, una delle località più affollate, in passato ha sollecitato un piano nazionale per il turismo che includa regole speciali per preservare l’identità culturale e la vivibilità.

Procida

Piccole isole come Procida hanno imposto invece delle restrizioni sulla circolazione dei mezzi privati durante i periodi di massimo afflusso turistico, con l’obiettivo di regolare il traffico e proteggere l’ambiente.

Fonte:Wired

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