Quisquilie e Pinzillacchere ma… non solo 40

REDDITOMETRO: MELONI PENSA CHE GLI ELETTORI SIANO FESSI

Clamoroso colpo di scena sul redditometro a tre settimane dalle elezioni europee. La misura resuscitata dopo 8 anni di oblio dal viceministro Leo – si dice per contrastare l’evasione fiscale ma soprattutto per raggranellare qualche spicciolo – ha spaccato la maggioranza..
Addirittura è dovuta intervenire personalmente Giorgia Meloni che, in un video confezionato in tutta fretta a Palazzo Chigi, ci ha “messo la faccia” ed ha “fermato” il decreto, peraltro già in Gazzetta Ufficiale.
Solo che su questo ennesimo pastrocchio governativo diverse cose non tornano. Possibile che Leo, meloniano di Fratelli d’Italia, abbia agito all’insaputa di Giorgetti e della stessa Premier? E chi ha deciso la pubblicazione del provvedimento in Gazzetta?
Più verosimile che la Ducetta e il Ministro avessero preso la decisione senza che né Salvini né Tajani ne fossero informati.
Altra ipotesi è che la Meloni e Leo abbiano organizzato il tutto alle spalle degli Alleati proprio per far scoppiare il caso e consentire alla Presidente del Consiglio il “beau geste” di intervenire tempestivamente e apparire come chi non vuole “vessare” i cittadini con le tasse. Un po’ come i bonus!
Del resto siamo in campagna elettorale e tutto.. fa brodo. Insomma un “credito” aperto elettoralmente con gli evasori. Una delle categorie “care” al Partito della Meloni, e non solo a lei, come anche i tassisti e i balneari!
Illuminante la frase della Premier quando nel video dice che servono approfondimenti e parla di sospensione.
Tutto rientrato? Affatto perché, superato lo scoglio elettorale, si tornerà a parlare di redditometro anche se in altra forma.
Anche in questa occasione si evidenzia la scarsa considerazione della Ducetta nei confronti dei suoi elettori: prima dell’appuntamento elettorale non faccio nulla, poi…
Come si dice, ”passata la festa gabbato lo Santo”. Di tasse si tornerà a parlare dopo il voto, anche perché le casse sono vuote e servono le coperture per le necessarie misure governative. E dove prendere i soldi se non nelle tasche degli italiani?”
Dicono di non volerlo ma saranno costretti a farlo dalla fragilità dei conti pubblici dando la colpa al Superbonus e ai governi precedenti. E’ la “narrazione” che questo Governo ci propina da quasi due anni.

PdA

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