LA BUGIA DI GIORGIA: SONO…COME VOI!
“Mi hanno chiamata fruttarola, pesciarola. Ma io sono fiera di essere una del popolo e sarò sempre una come voi”. Giorgia Meloni di nuovo si ridimensiona. Lo fece nell’ottobre 2022 quando alla Camera, nel discorso d’insediamento, si definì underdog. Oggi, in corsa per un seggio a Bruxelles, torna sullo stesso concetto volendoci far credere di essere una popolana, la donna della porta accanto con la quale darsi del tu.
E sbaglia perché da lei la gente si attende una leader autorevole, forte, con gli attributi, non una semplice donna come tante. Un presidente – tipo Merkel – che, se le cose non vanno, batte i pugni sul tavolo, alza il telefono e parla da pari a pari con Biden o che accusa Netanyahu di genocidio e lo minaccia di portarlo davanti ad un tribunale internazionale.
Questo – Meloni lo sa bene – una popolana con il fazzoletto in testa e il vestitino a fiori comprato al mercatino, non lo può fare. Ecco perché il suo “ridimensionamento” è solo populismo, una carta ad effetto da sbandierare in campagna elettorale come, prima delle politiche, urlò la litania: “Io sono Giorgia, sono una donna, sono una madre, sono cristiana”
Sono oltre venti anni che la Premier è in politica: prima nelle catacombe di Colle Oppio, poi come parlamentare, ministro a soli 29 anni, fondatrice di un partito che ha portato al 26 per cento.
Di vero c’è che non è una figlia di papà e che con la politica i tutti questi anni ha messo da parte bei soldini, abita in una villa di 350 mq con piscina ed ha un ufficio con una pulsantiera che la mette in contatto con tutto il mondo. Invece una donna del popolo abita in una casuccia, se le dice bene, di due camere con cucina e bagno, arredata con mobili di Ikea o Mondo Convenienza, non ha chi le fa la spesa, non va in vacanza con parenti ed amici in una masseria in Puglia vicino a quella di Bruno Vespa. Non proprio un camping!
Questa di essere una, come tante donne della porta accanto, è la terza scorrettezza della Meloni in campagna elettorale. E viene dopo la richiesta di scrivere secco sulla scheda il nome di Giorgia e la candidatura-truffa: vi chiedo di votarmi, non per andare a difendere i problemi della Nazione (che lei usa al posto di Paese) ma ad uso interno.
Voglio diventare ancora più forte per mettere gli Alleati e le Opposizioni in ginocchio. Vero, c’è in discussione il premierato, madre di tutte le riforme, ma questo figlio non nascerà tra 9 mesi. Ci vorranno anni, ed io voglio comandare subito. Perché, allora, mi chiamerebbero Ducetta? Hai visto mai che Salvini o Forza Italia…
Loro dicono di no. Ma io – da popolana cresciuta alla Garbatella – mi voglio parare il c..o, tanto per usare un’espressione da pesciarola… Ecco perché mi servono i voti!
PdA