Quisquilie e Pinzillacchere si ma … non solo 30

EUROPEE: VADO, MI PRENDO I VOTI E LASCIO IL SEGGIO

A giugno le liste per il rinnovo del Parlamento di Bruxelles presenteranno, come anche in passato, politici che parlano solo italiano e “masticano” poco di Europa.
Per l’Italia purtroppo non è infatti una novità ma, forse per la prima volta, si candidano i segretari di quasi tutti i partiti che però hanno fatto sapere che, se eletti, diranno grazie ma rinunceranno al seggio. Una vera truffa per raccogliere più voti o, meglio, un imbroglio: tu mi voti perché hai fiducia in me ma io mi prendo il voto, rinuncio al seggio e me ne torno a casa.
Alle Europee infatti si voterà con il sistema proporzionale che consentirà a ciascun leader di “misurarsi”. E così Giorgia Meloni “detta Meloni” coglierà l’occasione per un sondaggio sul consenso degli italiani ai vari provvedimenti del governo in questo anno e mezzo. L’idea è sua ma non sarà la sola.
Matteo Salvini, vicepremier e Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, pur non candidandosi per il timore di un confronto … perdente con gli Alleati, ha “pescato” un papa straniero presentando Antonio Vannacci e sperando che il Generale, con i voti della peggiore pancia del Paese, lo “salvi” dal tracollo della Lega e gli permetta di non essere superato da Forza Italia.
E come lui tanti altri. Da Elly Schlein (per rafforzarsi all’interno del suo stesso partito) a Calenda (che pure aveva denunciato la “truffa” di questo escamotage) a Renzi, che ha annunciato, se eletto, di rispettare il voto e di lasciare il Parlamento Europeo per quello europeo.
E che dire
Ciliegina sulla frutta. Tra i candidati vedremo anche qual Vittorio Sgarbi che Giorgia Meloni fece dimettere da sottosegretario ai Beni Culturali dopo che l’Antitrust gli aveva contestato l’incompatibilità per vicende legate proprio all’arte.
Il critico d’arte, dopo molte resistenze, fu costretto a lasciare. Oggi capiamo che probabilmente gli fu promesso un posto in lista. Sgarbi ovviamente lo smentisce ma il suo passo indietro dal Governo viene ricompensato di fatto con la possibilità di ottenere un seggio a Bruxelles, anche per l’immunità che garantisce l’Europarlamento.
Davvero una bella immagine della “Nazione” per usare una parola cara alla Premier) visto che la vicenda era finita con clamore anche sulla stampa estera. A dimostrazione dell’immagine dell’Italia nel mondo cui la Ducetta dice di tenere molto.

PdA

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