Quisquilie e Pinzillacchere ma… non solo 28

A PESCARA MELONI PARLAVA DA PREMIER O DA LEADER DI FDI?

E’ il dubbio che molti telespettatori hanno avuto ascoltando in televisione – a chiusura della convention di Fratelli d’Italia a Pescara – il discorso di “Giorgia”. Così dovrebbe essere scritto sulla scheda elettorale sempre che il Ministero dell’Interno approvi l’iniziativa, oggettivamente un po’ populista. Ma, visti i tempi…
Effettivamente, a memoria d’uomo, non si hanno precedenti del genere. Poi, complice il telecomando, sono passati ad altro abbandonando il programma dei bambini.
E, al pubblico pescarese, “narcotizzato” per un’ora buona, il Presidente del Consiglio ha continuato sulla stucchevole narrazione del “quanto siamo bravi”, del “tutto va bene” e di “non intralciare il lavoro del Manovratore”, cioè Lei.
Solo che non è così. La Ducetta – memore delle “bufale” del ventennio quando i nostri soldati vennero impiegati, male armati, e con le scarpe di cartone nella campagna di Russia – ha raccontato sotto un fiume di retorica le cose “buone” fatte dal suo governo ignorando del tutto i veri problemi del Paese.
Silenzio sulla sanità pubblica con le infinite liste di attesa, sui pronto soccorso, tipo Covid, con medici e infermieri al collasso mentre al leghista Antonio Angelucci – ras del mattone, dei giornali e delle cliniche private – sembra si dia carta bianca per allungare le mani anche sull’agenzia AGI dell’Eni, sull’Ospedale Israelitico e su La Verità. Invece, di essere presente alla Camera dove è stato eletto, non gliene importa un tubo.
Nemmeno una parola sulla povertà con il 15% della popolazione a rischio, sui bassi salari, la precarietà e la sicurezza sul lavoro con ben 1041 morti nello scorso anno, sugli Italiani che si traferiscono all’estero. E nessun riferimento ad un alleato di Governo che candida un “assertore” dei disabili in classi separate e di Mussolini statista, anche se su quest’ultima tesi il silenzio della Ducetta è comprensibile.
Ed ora attendiamoci una mancetta elettorale: il bonus tredicesime, anche solo una tantum, anche ad una platea più piccola di coloro che la potranno ottenere. L’importante, per la venditrice di pentole bucate, è che prima delle Europee, si possa sbandierare il nome: bonus. Come e a chi, non importa. Addirittura annunciarlo ora e darlo il prossimo anno.
Prima di lei, l’idea per farsi eleggere era venuta al mitico Achille Lauro ((parliamo sempre di…imbonitori) che “regalava” calzature: la sinistra prima di andare al voto, la destra dopo….
Come siamo ridotti: Nel 2024, l’Italia della postfascista Giorgia come la Napoli monarchica del dopoguerra!
Alla Premier, che non ci siano i soldi, importa poco, così come non interessa che nella UE non ci siano capi di governo o di partito che si candidano per trainare voti e poi rinunciare al seggio carpendo così l’ingenuità di alcuni elettori.. Anche se il caso non riguarda la sola Meloni.
Un discorso, quello di Pescara, un marketing elettorale, da Segretaria di Partito, non da Presidente del Consiglio, più da influencer che da statista, ma ripreso ampiamente dalla “zelante” Rai
Anche di questo non si ha memoria!

PdA

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