Russi e cinesi tornano a Roma

Russi e cinesi torneranno a visitare Roma dopo 4 anni di assenza. È quanto emerge dall’ultima rilevazione di Lybra Tech, impresa capitolina in grado di prevedere i flussi turistici quest’anno grazie all’intelligenza artificiale. L’algoritmo scandaglia l’enorme mole di dati raccolti dagli oltre 20 mila hotel legati a Zucchetti, azienda produttrice di software gestionali. Combinate insieme, le informazioni su arrivi, partenze, provenienze e variazioni delle tariffe delle camere consentono di predire le tendenze della prossima stagione. Ad esempio, già per Natale si sono organizzati viaggi con largo anticipo: gli italiani si muovono più di due mesi prima, mentre agli statunitensi di giorni ne servono solo 56 e agli inglesi addirittura 86. La permanenza poi si attesta attorno alle 3 notti: pesano le offerte sui biglietti aerei e la voglia di toccare più regioni in poco tempo.

Americani e russi

Due le novità: da una parte i turisti americani (la maggioranza degli stranieri) potrebbero sorpassare per la prima volta quelli italiani grazie al raddoppio delle prenotazioni registrato dal 20 novembre scorso a oggi. Dall’altra, il ritorno degli asiatici andrebbe a completare effettivamente la ripresa del settore. «Da Mosca a spostarsi è il borghese medio, senza incarichi istituzionali o legami con le oligarchie colpite dalle sanzioni – spiega Michela Ciccarelli, di Lybra Tech –. Non ha voli diretti e finora ha preferito paesi come la Turchia, ma da amante del lusso non rinuncerà ancora a lungo a un soggiorno a Roma. Discorso diverso per la Cina, che solo nel 2023 ha ufficializzato la fine della pandemia. Loro si faranno rivedere verso aprile e dimoreranno soprattutto nella zona del Vaticano e nei quartieri Aurelio e Trionfale. Saranno ospiti altospendenti, poiché il governo di Pechino ha rincarato i costi per l’espatrio per rilanciare l’economia interna».

Le nuove tecnologie

Difficile definire l’impatto che tutto ciò avrà sui bilanci degli alberghi. Eppure c’è chi non nasconde ottimismo. «Dopo un 2023 di crescita a doppia cifra non ci attendevamo ancora previsioni positive – afferma Elena Ronconi, proprietaria dell’hotel Lunetta a Campo de’ Fiori e dell’hotel Martis a piazza Navona –. Le nuove tecnologie ci permettono di aggiornare le tariffe in tempo reale in base ai ritmi di entrata e uscita dei clienti, agevolando i conti». Non tutti però la pensano così. «Noi ci aspettiamo una piccola flessione rispetto al 2023 – dice Maurizio Paganelli dal suo storico hotel Isa di Prati –. Il futuro del turismo romano è a oriente, ma i cinesi scelgono sistemazioni modeste e spendono lo stretto necessario».

Fonte: Corriere Roma

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