Il diario di Pietruzzo 72

FOSSE ARDEATINE: MELONI TACE SULLE RESPONSABILITA’ FASCISTE

Sono 3 anni che l’anniversario dell’eccidio delle Fosse Ardeatine viene ricordato con Giorgia Meloni Premier, e sono 3 anni che la Ducetta perde l’occasione per gettarsi alle spalle il suo passato di postfascitella militante del Colle Oppio. Nessuno ha la pretesa di chiederle di recarsi a deporre un fiore – e sarebbe doveroso per chi è Presidente di tutti gli italiani ed ha giurato sulla Costituzione scritta sul sangue anche di quelli eroi – ma almeno di non “riscrivere la storia” secondo la propria fede politica.

Eppure, gli eredi di quel ventennio sono così: vergognosamente nostalgici e nessuna abiura. Il “camerata” Ignazio Benito La Russa, come lo apostrofò al Senato Matteo Renzi, derubricò nel 2023 le SS di via Rasella ad una “banda musicale di semipensionati” e Giorgia Meloni oggi non trova ancora il coraggio di ammettere le corresponsabilità dei fascisti in quella strage.

Se questo è il “suo” criterio di “riscrivere la storia”, la ragazzotta della Garbatella è bene che torni a studiare. Chi, se non i fascisti italiani, consegnarono la lista delle 335 vittime uccise con un colpo di pistola alla nuca dai nazisti? Non era fascista il questore Pietro Caruso che compilò quell’elenco, addirittura sbagliando per eccesso? Ma la Premier si limita a scrivere in un comunicato di massacro compiuto da “truppe naziste di occupazione” celando le responsabilità, storicamente accertate, del regime fascista di cui lei e il suo Partito sono gli eredi naturali. Forse per vergogna di quel “passato”, Fratelli d’Italia ha cambiato il nome ma ha mantenuto – sia pure rimpiccolita – la fiamma voluta da quel Giorgio Almirante che visse da protagonista quegli anni.

Certo, la Premier è riuscita in pochi giorni ad assestare alla Storia un uno-due che offende l’intelligenza di un Paese (non Nazione). Prima con la scandalosa mistificazione del Manifesto di Ventotene, poi con l’omissione di responsabilità fasciste nella strage delle Fosse Ardeatine…Non c’è due senza tre. L’attendiamo tra pochi giorni, quando il 25 aprile l’Italia festeggerà quella Liberazione dal nazifascismo che le ha permesso di essere democraticamente votata e di sedere oggi sulla poltrona di Presidente del Consiglio. Per questo anniversario – a lei evidentemente indigesto – le consigliamo qualche cucchiaio di bicarbonato. Fa digerire, e non è lassativo come l’olio di ricino!

PdA

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