DAL MOJITO ALLA GRAPPA MA NELLA LEGA SALVINI BEVE DA SOLO
“Mi si nota di più se sto zitto o se dico una delle mie solite “ca…te”? E’ quello che – parafrasando una storica frase di Nanni Moretti – deve aver pensato Matteo Salvini, si fa per dire, vedendo gli schiaffoni che Cip e Ciop, Trump e Vance, stavano assestando al povero e un po’ ingenuo Zelennsky nello studio ovale della Casa Bianca.
Il segretario della Lega, senza neppure pensarci troppo, ha indossato – con la facilità con la quale passava da una felpa all’altra quando era ministro dell’Interno – i panni dell’iper trumpiano ed ha assestato un nuovo colpo alla UE “nata come un sogno” ma diventata una “gabbia di vincoli e regole”. Per cui “evviva la libertà, evviva il nuovo Presidente americano”. E giù bicchierini di vodka, passando dai 18 gradi del mojito del Papeete, che segnò l’inizio della parabola dell’ex Ministro dell’Interno, ai 40 della grappa russa. Allora ebbe, per la leadership di Salvini, risultati devastanti passando dal “miraggio” dei pieni poteri alla pressoché irrilevanza politica fino a dover ingaggiare, per non subire un tracollo elettorale alle scorse europee, il generale Vannacci. Un competitor sul quale nel Partito si nutrono ancora forti dubbi. Ma Salvini è questo: agisce senza pensare, senza remore, come quando ha proposto per Putin il nobel per la pace suscitando, anche fra i moderati del Carroccio, un vespaio di polemiche. E nella Lega, o in gran parte del suo gruppo dirigente, da tempo emergono infatti visioni politiche diverse da quelle del segretario, sia per la direzione politica che per le conseguenze sulle imprese dei dazi, destinati a colpire il sistema economico delle regioni a guida leghista. Ma Salvini va avanti per la sua strada, incurante degli inviti alla prudenza di molti suoi dirigenti, ed è stato l’unico esponente politico, di partito o di governo, a parte l’ungherese Viktor Orban, a schierarsi con il tycoon americano e a non spendere una sola parola per il presidente ucraino.
Per ora, spregiudicatamente, il segretario leghista ritiene più premiante sfruttare il vento che soffia da destra.E’ lucido, o parla ed agisce sotto gli effetti di qualche grappino? Il Mojito del Papeete è oramai un pallido ricordo.
PdA