Anteprima del film “Io non sono nessuno” di Geraldine Ottier

Classe 1985,segno zodiacale Vergine ,Geraldine Ottier(laurea in Lettere,indirizzo Spettacolo) e’ la regista- opera prima- di ” Io non sono nessuno”,film drammatico di due ore  sulla pioniera LGBT Mariasilvia Spolato la prima donna in Italia a dichiarare pubblicamente la propria omosessualità (1972)e a pagarne le conseguenze negli affetti e nel lavoro.

Il film verrà presentato in anteprima alla Casa Internazionale della donna(Sala Carla Lonzi) Mercoledì 5 marzo,alle ore 19.Prima della proiezione del film ci sarà un aperitivo di benvenuto offerto ai partecipanti e una breve introduzione sul tema dei Diritti LGBT(acronimo di Lesbiche,Gay,Bisessuali e Trans gender).

Il film Io non sono nessuno di Geraldine Ottier ha vinto il premio “Miglior Sonoro” alla 18ª edizione del For Rainbow Film Festival (Brasile) e il premio “Migliore colonna sonora” alla 14ª edizione dell’Asti International Film Festival, oltre ad essere stato selezionato per la 14ª edizione del Bangalore Queer Film Festival (India), la 33ª edizione del Vinokino Film Festival (Finlandia) e la 29ª edizione di LesGaiCineMad Madrid International LGBTI+ Film Festival (Spagna).

Il film è distribuito dalla Green Film srl e sarà al cinema dal 6 marzo.(a Roma multisala Lux,via Massaciuccoli 31)

A Veronica Ranocchi per TaxiDrivers Geraldine Ottier ha spiegato com’è nata l’idea di raccontare questa storia e perché ha scelto di ricorrere al film di finzione e non al documentario?

“L’idea è nata dopo il 31 ottobre 2018, data in cui Mariasilvia Spolato è deceduta. Qualche giorno dopo -spiega Geraldine Ottier-sono uscite una serie di articoli sul suo conto che mi avevano immediatamente colpita tant’è che poi ho partecipato a un concorso di cortometraggi e, a distanza di 10 giorni dalla sua morte, ho girato un corto con quei pochi elementi che ero riuscita a estrapolare dalle notizie, cioè l’insegnante di matematica, la manifestazione, la fotografia e la vita da senzatetto. Il corto raccontava quello e, una volta realizzato, ho proprio pensato che potesse diventare un film perché questa storia era veramente troppo bella e troppo interessante per non essere diffusa.

Ma a colpirmi particolarmente è stata la dignità di Mariasilvia perché lei ha raccontato qualcosa di sé più o meno verso fine vita, cioè lei è stata nell’oscurità per 40 anni quando avrebbe potuto raccontare la sua storia e anche fare la vittima perché ne aveva anche tutto il diritto.

Anche per questo ho deciso di fare un film e non un documentario. E poi perché a me piace molto più raccontare attraverso la fiction o comunque il romanzato, cercando di dare io un apporto, un contributo al racconto”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *