“CHIARA LECCA. DALL’UOVO ALLA DEA NELLE STANZE SEGRETE DORIA PAMPHILJ”

È in corso fino al 27 aprile 2025 negli Appartamenti Segreti di Palazzo Doria Pamphilj (via del Corso 305, Roma) la mostra “Chiara Lecca. Dall’uovo alla dea nelle Stanze Segrete Doria Pamphilj”, a cura di Francesca Romana de Paolis.

L’esposizione realizzata con il supporto della Principessa Gesine Pogson Doria Pamphilj e del coniuge Don Massimiliano Floridi, in collaborazione con la Galleria Fumagalli di Milano, apre all’arte contemporanea le porte degli Appartamenti Segreti Doria Pamphilj.

Le stanze ibride, a cavallo tra casa e museo, sono decorate e arredate secondo gusti diversi fino alla configurazione attuale, che rispecchia l’assetto voluto dal ramo genovese Doria Landi, trasferitisi a Roma nel 1763. In occasione della mostra sono stati tratti dai depositi del Palazzo anche due dipinti raramente esposti al pubblico: il Venditore di meloni di Leonello Spada, un dipinto tardo cinquecentesco ritenuto per anni opera di Caravaggio, e Figura maschile e cane con natura morta di fiori e frutta, olio su tela della metà del Seicento, realizzato a quattro mani dall’artista genovese Pasquale Chiesa e dall’artista fiammingo Alexander Coosemans. Le undici opere di Chiara Lecca (Modigliana, 1977) – sculture, installazioni, lavori singoli e gruppi compositi – dialogano con gli arredi, i dipinti e le statue antiche, in un percorso legato ai quattro elementi (Fuoco, Aria, Terra e Acqua), tema esoterico caro alla famiglia Pamphilj, sondando questioni legate alla ciclicità delle stagioni e all’alternarsi del giorno e della notte.Il titolo della mostra, Dall’uovo alla dea nelle Stanze Segrete Doria Pamphilj – oltre a delineare visivamente l’iter espositivo, che inizia dalle sculture ovoidali dell’artista e giunge ad omaggiare Diana, dea protettrice delle selve e degli animali – rievoca la nascita e lo spirito delle Wunderkammer, le originali camere in voga tra il Cinquecento e il Settecento, collezioni da reliquie, oggetti insoliti e rarità, come reperti, pietre, coralli, conchiglie, fossili. Non a caso in alcune delle vetrine degli Appartamenti Segreti Doria Pamphilj si celano delle vere e proprie mirabilia, come corni di rinoceronte e altre rarità, oggetti raccolti dal gesuita Camillo Pamphilj, nipote di Papa Innocenzo X, negli stessi anni (metà del Seicento) in cui sorse la wunderkammer del padre gesuita Athanasius Kircher al vicino Collegio Romano.

Nelle parole della curatrice: “Da Max Ernst a Meret Oppenheim e Joseph Beuys, passando per Kounellis, Fabre, Cattelan, Hirst, Koons, per citare solo alcuni dei casi più noti, l’animalità è protagonista del contemporaneo. Con le sue opere, Chiara Lecca compie tuttavia un passaggio ulteriore: l’animale non è più un duchampiano ready made, esibito così com’è, impagliato o in disfacimento. Esso viene piuttosto sublimato, seguendo un iter inedito e duale. L’innesto di materiali organici e inorganici generato dall’artista asseconda forme e dinamiche proprie sia del mimetismo naturale sia del gusto per l’illusionismo barocco. Ciascuna delle sue creazioni è un oggetto evocativo bifronte, più che mai sperimentale e più che mai erede delle mirabilia seicentesche. Meglio: versione plastica dei Vexierbilder (quadri con segreto) di Erard Shön. L’effetto di senso scaturito dalla materia ‘viva’ trascolora quando i fiamminghi ci ricordano che usavano polvere d’ossa nei loro dipinti e il Vasari e il Cennini ci parlano delle antiche tempere a base di tuorlo e d’albume, di pigmenti ricavati da triti d’erbe, minerali, pietre preziose, molluschi; di leganti in latte di fico, colla di coniglio e di pesce. Lo straniamento si muta quindi in ludica curiosità e poi quasi in timor sacro: è così che dall’uovo si giunge alla dea… In una bi-direzionalità dialettica tra presenza e assenza, still life e natura morta, effigi dalle parvenze fossili e fascinazione per l’archeologia futuribile, gli Appartamenti Segreti di Palazzo Doria Pamphilj tornano alle atmosfere dei Cabinét de Curiosites proprie delle loro origini. Con un invito nuovo che l’artista sottende: riflettere – nell’infinito artificiale nel quale ci muoviamo – sulla dimenticata appartenenza dell’essere umano al mondo zoologico, sulla fittizia e pur reale spaccatura tra natura e cultura”. Info sul sito: www.florididoriapamphiljtour.com

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