DESTRA: GIUSTIZIA “GIUSTA” SOLO SE CI E’ FAVOREVOLE
Il 20 dicembre scorso, la Corte di Palermo ha assolto con formula piena Matteo Salvini per la vicenda Open Arms; a Roma invece, in questi giorni, è stato condannato ad 8 mesi il sottosegretario alla giustizia Andrea Delmastro per rivelazioni di segreti d’ufficio sul caso dell’anarchico Alfredo Cospito . Con una particolarità: In entrambe le sentenze giudici non hanno accolto le richieste dei rispettivi pubblici ministeri. Per il segretario della Lega infatti era stata chiesta la condanna a 6 anni di reclusione mentre per Delmastro i PM di Roma volevano l’assoluzione. Ed è la stessa Procura attaccata in maniera violenta solo un mese fa da Giorgia Meloni per la liberazione del “torturatore” libico Almasri, suscitando nella Destra un vespaio di polemiche. Come dire: male quando ci indagano, bene quando chiedono le assoluzioni. Due decisioni contrastanti che confermano invece l’indipendenza dei magistrati inquirenti da quelli giudicanti. Alla faccia dei sostenitori della divisione delle carriere. Giudici “giusti” quindi quelli di Salvini e “politicizzata” la Corte che ha condannato Delmastro? Addirittura Mario Sechi – di fatto Gran Ciambellano della Premier di cui per qualche mese è stato portavoce – si è spinto a giudicare “abnorme” una sentenza che non accoglie le richieste dei PM.Insomma i giudici sono “giusti” solo quando le sentenze sono favorevoli alla Destra. Eppure Giorgia Meloni è la stessa che, senza vergogna, ha votato alla Camera che Ruby fosse la nipote di Mubarak e che, sempre dai banchi dell’Opposizione, chiedeva “un passo indietro” dei ministri, anche se solo inquisiti “per il rispetto dovuto alle Istituzioni”. Come nel caso della ministra Josefa Idem che, dopo un colloquio di un’ora con il premier Enrico Letta, si dimise. Altra “sensibilità” politica e altri… interpreti. Era il 23 giugno 2013.Oggi invece assistiamo ad un governo, tutto di destra, dove si registra un record negativo di situazioni “strane”: C’è stato il caso Sgarbi; c’è la Montaruli condannata in via definitiva per peculato ma ancora deputata perché “eletta dal popolo” e che si diverte a fare bau bau agli avversari politici nei talk televisivi; c’è la Santanchè che non schioda dal governo; c’è Delmastro che ha già detto di voler restare come sottosegretario in via Arenula. Unica eccezione, il 6 settembre 2024, il povero Gennaro Sangiuliano costretto a lasciare per una vicenda boccaccesca e protagonista di uno sconcertante “mea culpa” in una lunga intervista al direttore del tg1.Di fatto, con Meloni Premier, le leggi non esistono più.A questo punto però non si capisce che cosa sia accaduto a questa Destra che nei confronti della giustizia ha sempre avuto un atteggiamento completamente diverso da quello, fortemente legalitario, di quando era all’opposizione e che, proprio con Giorgia Meloni, sosteneva che “la politica deve essere un passo avanti alla società per dare il buon esempio”.Forse la Ducetta, anche per le turbolenze interne, teme di non poter durare e, quando si tornerà a votare, non è detto che gli italiani le diano una seconda opportunità, con il rammarico di “aver cantato solo una messa”. Per cui è meglio non fare gli schizzinosi e tenersi le poltrone. Almeno finché dura.
PdA