SALVINI PREFERISCE SEMPRE PUTIN A MATTARELLA
Alla faccia di Giorgia Meloni che ci vende per buona la compattezza di governo e maggioranza in politica estera. Ed ecco Matteo Salvini, da tempo suo bastian contrario, smentirla essendo stato l’unico segretario di partito a non solidarizzare con il Capo dello Stato duramente criticato dal Cremlino per il suo intervento all’Università di Marsiglia.Un’assenza imbarazzante, quella del segretario della Lega, più tardi mitigata, alle 19.41, dal vicepresidente della Commissione Esteri della Camera Paolo Formentini. Un po’ poco per non confermare disistima per il Presidente della Repubblica e “simpatia” per il leader russo. Evidentemente certi “amori” non finiscono mai, e forse la presenza di Gianluca Savoini al Metropol di Mosca il 18 ottobre 2018 non era occasionale, anche se l’inchiesta è stata successivamente archiviata.Ma il “filo rosso-verde” con Mosca non è mai venuto meno: da quando, il 25 novembre 2015, Matteo Salvini si fece fotografare sulla Piazza Rossa di Mosca con una maglietta raffigurante Putin scrivendo di voler cedere due Mattarella in cambio di mezzo Putin.Solo che allora il Carroccio veleggiava intorno al 34 per cento. Oggi gareggia con Forza Italia tra il 7 e l’8. Alle ultime Europee ha dovuto “ingaggiare” un altro “bastian contrario, il generale Vannacci. Ha evitato percentuali da prefisso telefonico ma non riesce a riguadagnare consensi.E allora il Giamburrasca di questo governo di Destra si fa paladino dei “poveri” evasori, di quelli che “vorrebbero” ma “non possono”, e quindi non pagano le tasse: E s’inventa l’ennesimo condono auspicando la pace sociale per chiudere il contenzioso con il passato.Ma Salvini dimentica – o fa finta – che tra quelli che “non possono” ci sono i lavoratori a reddito fisso, gli onesti o i “fessi”, che non hanno la scappatoia di evadere in attesa eventualmente di “sanare” con qualche colpo di spugna. A costoro, che non la votano o hanno smesso di votarla, la Lega non pensa. Il suo bacino di utenza resta quello degli evasori. Peccato che, da furbi, attendono la prossima sanatoria alla quale – essendo furbi – non abboccheranno. Alla faccia di Salvini che non saprà più come fare per non finire del tutto anella melma.
PdA