L’ERUZIONE DI RICORDI

Beaumont sur Mer

Prima di addormentarmi è riemerso qualcosa appartenente alle letture di molti anni fa. La nascita del Sacro Vulcano. Secondo la leggenda, l’Etna eruttò a causa dell’ira di Poseidone, e il vulcano divenne la prigione di Polifemo. Nella mitologia romana, l’Etna era associato al dio Vulcano, il dio del fuoco e della fucina.
Vulcano era figlio di Giove (Zeus nella mitologia greca) e della dea Era (Hera nella mitologia greca). Era considerato un abile fabbro e lavorava nel suo laboratorio sotterraneo sotto l’Etna, dove forgiava le armi degli dei. La leggenda narra che Vulcano fosse stato cacciato dall’Olimpo da Giove a causa delle sue discordanze con gli altri dei.
Durante il suo esilio, Vulcano trovò rifugio sull’Etna e continuò a lavorare nella sua fucina vulcanica, creando armi e oggetti di grande bellezza. L’eruzione dell’Etna era spesso associata alle attività di Vulcano, che, secondo la leggenda, si arrabbiava e faceva eruttare il vulcano quando si sentiva offeso o frustrato.
Sia nella mitologia greca che in quella romana, l’Etna rappresentava la forza distruttiva del fuoco e veniva associato a divinità potenti. Oggi, l’Etna rimane uno dei vulcani più attivi al mondo e continua a influenzare la geografia e la vita degli esseri umani.
Oltre alla mitologia greca e romana, l’Etna è avvolta in numerose leggende e tradizioni popolari. Queste storie tramandate di generazione in generazione spesso attribuiscono all’Etna una personalità e un’anima propria. Alcuni racconti narrano di incontri con creature magiche e spiriti che dimorano sulle pendici del vulcano, rendendo l’Etna un luogo di mistero e meraviglia.
L’Etna, con la sua imponente presenza e la sua ricca mitologia, è un tesoro naturale e culturale senza pari. La sua connessione con la mitologia greca e romana, la storia di Tifeo e le leggende popolari siciliane lo rendono un luogo affascinante, dove il fuoco della terra si fonde con le storie dell’umanità come l’esplosiva relazione amorosa fra la vedova del musicista Mahler e il pittore Kokoschka.
Nel 1912, un anno dopo la morte del grande Musicista, la sua giovane vedova, considerata la più bella ragazza di Vienna e allora poco più che trentenne, incontra il pittore Oskar Kokoschka. Inizia una storia d’amore fatta di eros e sensualità, che sfocerà ben presto in una passione tanto sfrenata quanto tumultuosa. Viaggi, fughe, lettere, gelosie e possessività scandiscono i successivi due anni, durante i quali l’artista crea alcune fra le sue opere più importanti, su tutte “La sposa del vento”. Ma la giovane donna era irrequieta e interruppe brutalmente la relazione. Kokoschka partì per la guerra con la morte nel cuore.

Gigino Adriano Pellegrini

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