MELONI, PREMIER O… CAPOPARTITO?
Quando – visibilmente emozionata e stretta in un abitino scuro anche se, nel 2022, ancora non firmato – ha ricevuto dal Presidente Mattarella l’incarico di formare il nuovo governo Giorgia Meloni disse una frase che in genere gli Incaricati dicono sempre: che sarebbe stata il Presidente del Consiglio di tutti gli italiani.
Non è andata proprio così. Da oltre due anni assistiamo ad una… Ducetta “divisiva” che governa “inventandosi” nemici ovunque, circondandosi solo di parenti e amici “fidati”, disinteressandosi sistematicamente delle istanze delle Opposizioni, impermeabile alle critiche. Di fatto governando come se avesse ricevuto un’investitura popolare.
Ma non è vero. E i numeri lo confermano. La Destra, per una legge elettorale che la favorisce, è maggioranza in Parlamento ma in forte minoranza nel Paese. Alle ultime politiche l’hanno votata 12 milioni di italiani (non pochi, per la verità) ma le Opposizioni, complessivamente, hanno ottenuto 14 milioni di voti, quindi 2 milioni in più. E oltre 17 milioni sono stati gli astenuti, le schede bianche e quelle annullate. Ad occhio e croce, tre volte il risultato della Destra.
E allora? Un po’ di rispetto per la “verità” dei numeri e per quanti – maggioranza nel Paese – non si identificano nella fiamma di Giorgio Almirante.
Rispetto, appunto! La Treccani la “elegge” a parola dell’anno 2024, pur se non sembra rientrare nelle corde della Premier che, anche di recente, chiudendo Atreju, è tornata ai toni comizianti da campagna elettorale, prendendosela con tutti i suoi avversari.
Ma chi doveva convincere, la ragazzotta passata dalla Garbatella a Palazzo Chigi? Sembrava, e così è stata percepita, più la titolare di un banco di frutta e verdura che una leader di partito. Del resto, le curve sud e nord da stadio c’erano tutte, e tutte strafottenti e chiassosamente urlanti come lei.
Solo che Giorgia è anche il Presidente del Consiglio italiano e qualcuno dovrebbe spiegarle che l’incarico attuale sopravanza quello di segretario di partito. Meglio avrebbe fatto, la Premier, a limitarsi ad un intervento istituzionale “alto” lasciando alla sorella Arianna, o ad uno dei suoi “cantori”, l’incarico di “sbroccare” e “vomitare” tutta la rabbia covata in tanti anni di “apartheid” politica.
Ma anche in questo Giorgia sconta la “pochezza” di chi le sta attorno e non la sa consigliare per farle fare il salto da “underdog” a… statista.
Sogna di diventare la nuova Angela Merkel? Lasci stare Gli Orban e le “Motoseghe” Cambi registro e cambi consiglieri. Altrimenti il tonfo, quando arriverà, sarà devastante. Il Salvini del Papeete docet!
PdA