DALL’OVEST CANADESE

Edmonton -Giorni passati pensando a singhiozzi. Andavo a pesca, qualche bagno, ancora, distrattamente pensavo , scrivevo qualcosa! Pensavo alle nuove generazioni e alle loro frustrazioni . Tutti continuano a ripetere che sono “tempi duri” ma, da un certo punto di vista, li trovo inaccettabili. Purtroppo, tutti gli elementi destabilizzanti che la lotta dei più deboli ha condotto contro questo tipo di “Sistema di vita” sono stati, con il tempo, assorbiti dallo stesso sistema, che li ha inizialmente trasformati in armi di ristrutturazione.
In particolare l’inflazione che dall’essere strumento di destabilizzazione è stata trasformata dai poteri forti( economici e non) in arma di ristrutturazione. Non leggete queste mie elucubrazioni mentali, forse non ne vale la pena. Qualcosa devo fare per distrarre la mia attenzione da tutto questo disastro!! Allora scrivo.
Scrivo addossando la responsabilità alle pene d’amore shakespeariane. Si! Sono le pene d’amore che ci portano a voler destabilizzare questa accozzaglia di sub- umani che negli ultimi 70 anni hanno governato il nostro Paese e continuano a farlo impuniti!!!!
Mai come in questo momento, una coscienza collettiva di classe sarebbe necessaria e dunque dovrebbe essere sviluppata. Bisognerebbe ulteriormente approfondirla. Destrutturare il sistema dei poteri forti ed egemoni non può e non dovrà essere scisso dal destabilizzare i loro regimi “liberal – democratici” E’ necessario, attraverso degli atti arbitrari, sviluppare da subito una certa auto-valorizzazione di massa tesa a destrutturare questi poteri , nemici naturali degli interessi di tutti.
Una auto-valorizzazione collettiva attraverso la quale affrontare direttamente il sistema dello sfruttamento dell’uomo su l’uomo e del regime politico che lo garantisce e protegge. Ultima noticina che spero serva da stimolo alle nuove generazioni per capire e proteggersi verso chi non ha né il tempo né la voglia di essere altro da quello che sono. Non credo sia difficile comprendere quanto sia importante insistere sul rapporto fra l’agire materialmente per destrutturare e l’agire politicamente per destabilizzare il potere vigente.
È possibile un futuro mondo di disordine, frammentazione e conflitto. Ma è anche possibile un risultato migliore di quello attuale fatto di disuguaglianza, sfruttamento e guerre volute dai ricchi ma combattute dai meno abbienti. Bisognerebbe lavorare nel concepire una serie di principi per la costruzione di una armonia mondiale stabile e ampiamente vantaggiosa che non richieda una significativa comunanza di interessi e valori tra le nazioni.
Un abbraccio a tutti voi, in particolare alle nuove generazioni alle quali posso solo chiedere scusa, forse, per averli fatti nascere in questo contesto senza essere, neanche lontanamente, riusciti a preparar loro un trampolino di lancio e permettere a loro di creare un mondo migliore.
Gigino Adriano Pellegrini

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