Il diario di Pietruzzo 32

MELONI: POSSO ANCHE TORNARE ALL’OPPOSIZIONE

“Porto tutti al voto, prendo il 30% e torno all’opposizione”. Sono tempi duri per la Ducetta. Al di là del clima idilliaco che regnerebbe nel Governo, la Premier nel giro di pochi giorni bacchetta il Partito e gli Alleati, e si lascia andare all’ennesima sfuriata. E’ uno sfogo, e va preso come tale, ma non è la prima volta che la Premier minaccia di “rovesciare” il tavolo intorno al quale la Destra da due anni si è “attovagliata”-
Ma questa volta c‘è un particolare significativo: Giorgia non è più sicura di vincere le eventuali elezioni e adombra lo scenario di un ritorno all’opposizione. E questo nonostante la narrazione del “tutto va bene”: nel partito e con i compagni di viaggio.
Per andare in Parlamento, con questa legge elettorale, bastano un po’ di voti. E lo sanno bene i Donzelli e i Delmastro. Per guidare il governo invece, come dicono a Roma, “ce vole er fisico” e, otoliti a parte, è quello che la Presidente del Consiglio non ha.
I continui scavalcamenti a destra di Salvini, i “distinguo” etero diretti di Tajani, i rischi del possibile referendum sull’autonomia differenziata, le vicende Sangiuliano e Lollobrigida, lo stop al giudice Marini per la Consulta, la consapevolezza di avere una classe politica non adeguata alle sfide del momento, ma soprattutto le difficoltà a trovare soldi per la manovra economica, che potrebbe farle perdere consensi, stanno minando le certezze di Giorgia.
Anche perché sembra che i sondaggi non siano quelli sbandierati con entusiasmo dai Malan e dai Foti di turno. E la Presidente, quelli veri, li conosce e non la lasciano tranquilla.

Non è la prima volta che la Premier drammatizza la situazione e minaccia di andarsene. Pochi giorni fa, irritata per la chat sulla Consulta, aveva detto di “non voler fare sta vita per eleggere sta gente” ma aggiungendo “se io vi mollo, dove pensate di andare?”.
Sono minacce, beninteso, ma ci dicono che eventuali nuove elezioni farebbero chiarezza nella Destra ma anche fra le Opposizioni. E Giorgia ci starebbe pensando. Anche per fare piazza pulita del premierato e delle difficoltà di una nuova legge elettorale, puntando la campagna elettorale sull’elezione diretta del Presidente del Consiglio. Inoltre, l’America avrà eletto nel frattempo il successore di Biden e di conseguenza si saprà meglio come comportarsi.
In fondo, non tutti i mali vengono per nuocere! E non lo sarebbero né per Giorgia né per Schlein !

PdA

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