Beaumont sur Mer
Il senso critico nasce nella persona innanzitutto come paragone tra le esigenze della propria ragione e del proprio cuore , con i suggerimenti e le proposte che gli vengono da una tradizione che lo precede. Il senso critico quindi non può nascere dal nulla, ma dentro un paragone serio con quanto l’individuo riceve dalla tradizione da cui proviene (famiglia, comunità, nazione, religione, arte, ma anche partito o movimento…).
Un uomo senza tradizione e senza la verifica di essa nel presente non ha cultura: al massimo ha una buona adattabilità alle mode, una educata passività a ciò che passa il convento più forte del momento. E basta guardare il volto di chi anela a partecipare ad uno dei reality-show che tanto piacciono ai moderni burattinai per essere presi da uno sconforto profondo per l’evidente mancanza di legame interiore con qualsiasi storia e qualsiasi tradizione degna di questo nome sulle quali i mass media sono passati come uno schiacciasassi.
Guardiamo a cosa è accaduto dentro i confini di casa nostra negli ultimi anni. Abbiamo rincorso la concorrenza liberista sfidandola sul suo stesso terreno. Con il proposito di contrapporsi ad essa, abbiamo, al contrario, prodotto la totale omologazione ad un sistema sociale classista ancor peggio di quello che avevamo deciso di combattere qualche decennio or sono.
Questo, volendolo vedere, è sotto gli occhi di tutti. Questa nuova realtà, chi gestisce il potere, ha deciso di chiamarla, mentendo, “crisi”. La menzogna, così, diventa nient’altro che un modo come un altro per rifilare ad un Paese intero una realtà alternativa, non vera ma verosimile e per poter agghindare la verità, trasformandola in qualcosa di diverso rispetto a ciò che sarebbe.
Mi torna in mente la copertina dell’ “Economist” di qualche tempo fa, nella quale veniva raffigurato il viso sorridente di Silvio Berlusconi accompagnato dalla didascalia: ” The man that screwed an entire Nation”. Chiaramente, nel “farsi” una intera Nazione, nella mente di B. non c’era la volontà di danneggiare, pur volendo ingannare. Lo scopo del suo mentire non era il male altrui quanto piuttosto il vantaggio personale. I suoi finanziamenti a Cosa Nostra fino al 1992, è una indecenza assoluta. C’è un’ansia in Italia di riabilitarlo. Una grande voglia di dire che l’illegalità è bella e che va sdoganata. Tutto questo per nobilitare i comportamenti che tengono quelli che hanno preso il suo posto.
L’emissione del francobollo dedicato a Silvio Berlusconi, appare del tutto priva del prestigio civile che giustifica una celebrazione filatelica. Egli infatti è stato pregiudicato e – tra l’altro – ha intrattenuto stretti rapporti con personaggi della criminalità organizzata, comprovati da sentenze giudiziali.
Pertanto, l’emissione di questo francobollo appare indebita e imbarazzante per chi l’ha promossa. Ma soprattutto è un insulto nei confronti coloro che si battono con fatica e coraggio per affermare la legalità, primi fra tutti magistrati e agenti delle Forze dell’Ordine, giornalisti e testimoni caduti in questa lotta.
Gigino Adriano Pellegrini