MELONI CHIARISCA I RAPPORTI DI FDI CON I POSTFASCISTI
Se FdI fosse ancora un partito di opposizione, come lo è stato per anni, nulla quaestio. Ma nel settembre 2022 il Partito di Giorgia Meloni ha vinto le elezioni politiche e legittimamente ora guida un governo di destra, siede a Palazzo Chigi, rappresenta l’Italia in giro per il mondo incontrando capi di Stato o di Governo.
Parliamo di una “ragazzotta” nata nel 1977 e che ha militato nella gioventù missina fino al 1994 quando – serbando intatti strutture e organigrammi – nacque AN. E che ancora non riesce a rinnegare le radici del suo passato nero. Ma qualcosa nel frattempo è cambiata e il Paese ha il diritto di sapere – come gli interlocutori stranieri – quali siano i reali rapporti della Premier, e di Fratelli d’Italia, con i postfascisti di ieri e di oggi che, soprattutto in questi due anni, si sono ringalluzziti.
Anche perché, se Giorgia è arrivata a Palazzo Chigi, alla Presidenza del Senato sta pure un certo Ignazio Benito La Russa che, poco dopo la sua elezione alla seconda carica dello Stato, in un’intervista al Corriere della Sera il 29 dicembre 1922, disse: “Ho le mie ide, non le rinnego,, nel MSI ho militato a lungo”.
A questo punto, vogliamo sapere se i vecchi legami con quel mondo siano stati rescissi. A parole dicono di si ma le parole lasciano il tempo che trovano mentre sono i fatti a contare. E questi ci danno indicazioni di tutt’altro segno.
Macron, per fare un esempio, parla con la Giorgia Meloni che ha giurato sulla Costituzione nata dalla Resistenza e dalle lotte antifasciste oppure con l’erede di quel Giorgio Almirante che, il 25 gennaio 1988, definì “bastarda” la nostra Repubblica?
E perché, ogni due per tre, emergono situazioni che denotano ancora i legami di FdI, o di alcuni suoi esponenti, con frange postfasciste?
A parte l’inchiesta di Fanpage, una Fondazione – che nel suo board ha la sorella della Premier – ha finanziato in parte l’acquisto della sede di Acca Larentia, così come non vengono smentiti rapporti economici anche con Forza Nuova.
Secondo un’informativa della Finanza, infatti, la Fondazione avrebbe anche sostenuto il leader di Forza Nuova Roberto Fiore tramite un’associazione no vax che in piena diffusione del Covid avanzava dubbi sulla pandemia e sui virologi.
Dal settembre del 2022 Giorgia Meloni non è più solo la Presidente di FdI, di una “cosa” sua, ma è il Presidente del Consiglio di tutti gli italiani che hanno il diritto di sapere se chi li governa è realmente convinto che il fascismo sia finito nell’aprile 1945.
Fino ad oggi da Giorgia Meloni non abbiamo sentito parole chiare.
PdA