ELEZIONI EUROPEE: IN ITALIA DIBATTITO SOLO SU TEMI INTERNI
C’è chi dice che le elezioni dell’8 e 9 giugno siano più importanti di quelle del 1979 quando i cittadini votarono per la prima volta per il Parlamento europeo. Non è così, almeno in Italia dove i Partiti continuano a confrontarsi quasi esclusivamente su temi interni.
L’Europa? Per ora, non pervenuta. Lo dimostrano i primi manifesti elettorali che dovrebbero essere centrati sui problemi che il nuovo Parlamento sarà chiamato ad affrontare. Invece, niente, nessuna indicazione sulla politica per la quale chiedere il voto.
Il “massimo” di Forza Italia è di presentare il logo ancora con la scritta, a caratteri cubitali, del suo fondatore: “Berlusconi”! Il 12 giugno sarà un anno che il Cavaliere non c’è più. Ma questo ai suoi “eredi” politici poco importa. Sanno, senza di lui, di non avere più appeal e ricorrono al nome per raccogliere ancora consensi, convinti forse che gli elettori siano stupidi e votino il nome del Cavalierre, anche se scomparso da un anno, indifferenti al programma e a chi a Bruxelles lo dovrà… interpretare.
E che dire del PD che in questi giorni se n’è uscito con un manifesto sconcertante? Anche qui nessuna indicazione politica ma solo la foto di un avversario da “combattere”, il generale Vannacci, che il Nazareno invita ovviamente a non votare, con una insolita scritta: IGNORATELO. Una propaganda gratuita che il furbacchione ha preso al volo indossando una maglietta con la foto del manifesto di quei “soloni” del PD. Come il suo primo “fortunato” libro che ha venduto migliaia di copie. Se nessuno invece ne avesse parlato, se non fosse stato al centro dei talk che gli hanno regalato tanta pubblicità, il generale avrebbe finito per regalare le tante copie invendute, come strenna di Natale, ai suoi commilitoni e Salvini, con gran parte della Lega contraria, non lo avrebbe candidato.
Ancora più singolari alcuni manifesti di Fratelli d’Italia eticamente discutibili. Anche qui nessuna indicazione di programmi ma i volti di personaggi non amano gli “eredi” della fiamma tricolore e l’invito a votare “Giorgia”.
E così, nel mirino finiscono, per ora, avversari e giornalisti scomodi come Luciana Littizzetto, Fabio Fazio, Antonio Scurati, Corrado Formigli, Piero Fassino, addirittura la redazione di Repubblica, per fare solo qualche esempio.
Una “goliardata” dei giovani di Atreju? Potrebbe essere ma, quando si punta il dito contro qualcuno, ci si dimentica che in giro c’è sempre qualche “fanatico”. E il partito, con le “adunate” e le commemorazioni, il braccio alzato e il “presente”, non sembra esserne immune.
E allora? Chi semina vento raccoglie tempesta. Meloni farebbe bene a prenderne le distanze. Altrimenti darebbe ragione allo scrittore Salman Rushdie che le ha consigliato di “essere meno infantile e di crescere”
PdA