Quisquilie e Pinzillacchere ma… non solo 29

SALVINI, ALLA FRUTTA,I ”PAGA” A VANNACCI UN TAXI PER L’EUROPA

Sulla vicenda Salvini-Vannacci colpisce la spregiudicatezza e il cinismo dei due protagonisti: un navigato politico e un candidato “per caso”.
Il segretario della Lega, contro buona parte del Partito che conta, imbarca per l’Europa il generale per “usarlo” come traino di voti, ben consapevole di essere giunto alla fine della sua vita politica. Diciamo che Salvini fa di necessità virtù ma si vergogna, tanto da far dire al fido scudiero Andrea Crippa che il tanto discusso generale è in lista ma è indipendente.
Vannacci, forte del successo del primo libro (il secondo sta andando meno bene), delle polemiche scoppiate nella Lega e del futuro di Salvini ,se ne frega. Sa di aver fatto presa sulla peggiore pancia del Paese che gli consentirà comunque di raccogliere una sufficiente massa di voti.
E la Lega? Semplicemente un taxi dal quale scendere al momento opportuno: per dar vita ad un partitino a destra della destra o, a fine mandato, andare in pensione con un bel gruzzolo di soldi: i libri, il Parlamento europeo, l’esercito. Chiamalo fesso!
Quello tra Salvini e il Generale potrebbe essere definito un “mercimonio”: tu mi dai i voti che mi permetteranno di sopravvivere e te ne vai al Parlamento europeo. Come dire: io mi salvo dal tracollo e tu, da indipendente, sarai libero di portare avanti le tue tesi.
Una spregiudicatezza che la dice lunga sullo “spessore” politico dei due contraenti, in particolare di Salvini che manda alle ortiche la storia e i valori della Lega di Bossi.
Oggi sappiamo che sul mercato c’è un politico in brache di tela, disposto a tutto pur di non affogare e, nei panni di Giorgia, farei molta attenzione: o la “paga” è buona, o la coalizione… solida corre seri rischi.
Altro che “io non sono ricattabile” oppure prepariamoci a nuove elezioni. Questa volta… senza Salvini!

PdA

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