Enoturismo..

Il Movimento turismo del vino (Mtv) è il più grande movimento Italiano di enoturismo, una forma di turismo in cui la degustazione e l’acquisto di produzioni vinicole locali si uniscono alla scoperta del territorio, della cultura, delle tradizioni e del paesaggio di origine. In Italia il settore rappresenta oggi un valore economico di rilievo (stimato in circa tre miliardi di euro) e un fattore chiave di competitività e diversificazione dei ricavi per le aziende agricole e i vigneti.

Il viticoltore-agronomo si occupa della gestione del vigneto, della cura della pianta, del terreno e della prevenzione delle malattie. L’enologo è il responsabile tecnico della produzione; supervisiona la vinificazione, la fermentazione, l’invecchiamento e i controlli chimico-organolettici. Il cantiniere gestisce le attrezzature di cantina, i travasi, la pulizia e le fasi pratiche di lavorazione del prodotto. Il wine marketing manager-export manager cura le strategie di vendita, la promozione del brand e l’ingresso nei mercati nazionali e internazionali.

Fino al 15 novembre le cantine del Movimento turismo del vino invitano a vivere il tempo giusto per il vino che si traduce nel vivere i luoghi in cui nasce, nello scoprire la sua evoluzione e nel piacere di degustarlo senza fretta. Per comprendere e apprezzarne tutte le sfumature. Il cuore di questa edizione sarà infatti il dialogo tra il vino che sta nascendo in cantina e il tempo che lo sta già trasformando. I produttori del Movimento accompagneranno i visitatori alla scoperta del vino nuovo e delle annate precedenti con percorsi dal mosto alla bottiglia, assaggi dedicati alle diverse fasi di evoluzione del vino, per accompagnare il passaggio dalla vendemmia alla nuova annata.

“Con questa edizione di Cantine Aperte a San Martino vogliamo raccontare il valore del tempo – racconta Violante Gardini, presidente Mtv – il tempo che trasforma l’uva in mosto e il mosto in una nuova annata, il tempo che affina una bottiglia e quello che il produttore dedicata alla propria terra”. Le cantine, aggiunge “possono essere vere porte d’ingresso ai territori, capaci di mettere in relazione il vino con l’olio, la cucina locale, l’artigianato e le storie delle comunità che li custodiscono”. Quindi San Martino è “un’opportunità per le cantine di raccontarsi in modo diverso ma anche per i visitatori di scoprire qualcosa che in altri momenti dell’anno non potrebbero vivere”. Prosegue Violante Gardini: “I recenti dati sull’enoturismo confermano che cresce sempre più il desiderio di vivere la cantina tutto l’anno. Noi di Mtv vogliamo rispondere a questa esigenza con esperienze che mettono al centro non soltanto il vino ma anche le persone e i territori che ne scrivono l’identità. È questo il valore della stagionalità. Non offrire la stessa esperienza tutto l’anno ma dare a ogni stagione la possibilità di raccontare una parte diversa del territorio”.settoreVino

Il cambiamento climatico richiede una viticoltura di precisione, una gestione attenta delle risorse idriche e l’adattamento delle tecniche agronomiche. Fondamentale è la sostenibilità: cresce l’attenzione verso pratiche biologiche, riduzione dell’impatto ambientale e tracciabilità digitale (come le etichette QR UE). In crescita l’enoturismo con le cantine puntano sempre di più sull’accoglienza, sulle degustazioni e sulle esperienze dirette per i visitatori. Un mercato in continua evoluzione. Si sviluppano nuove competenze trasversali che uniscono la produzione tradizionale a una visione manageriale e di comunicazione globale. Ora la vendemmia è alle spalle, i filari si preparano all’arrivo dell’inverno e in cantina il mosto ha cominciato il suo percorso di crescita. Per “Cantine aperte a San Martino” è il tempo delle attese, della trasformazioni silenziose e di ascoltare le storie che ogni calice porta con sé.

A testimoniare la vitalità dell’enoturismo è anche l’indagine nazionale 2025-2026 realizzata da Movimento turismo del vino in collaborazione con Ceseo-Università Lumsa e presentata a Vinitaly 2026. uasi il 60% delle cantine Mtv ha registrato un aumento dei visitatori e, per circa il 30% delle aziende, gli stranieri rappresentano oltre la metà delle presenze. Numeri che raccontano un settore in crescita, ma anche il forte potenziale delle cantine come punti di accesso alla conoscenza dei territori. Una direzione che trova riscontro anche nelle più recenti ricerche sul turismo. Secondo il Rapporto Mirabilia 2026 di Isnart-Unioncamere, un turista su tre ricerca esperienze legate alla cucina e alle tradizioni artigianali mentre una ricerca di Mastercard, pubblicata nel 2026, evidenzia che il 54% degli italiani considera un viaggio più significativo quando permette di imparare qualcosa di nuovo.

Fonte: Il Sussidiario

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