Beaumont sur Mer-
“Se un ‘ombra accompagna Ulisse lungo l’intero tragitto…” l’intera frase o il contesto fa riferimento a un’analisi critica, a un romanzo specifico o a un saggio sulla figura di Ulisse (ad esempio, nella letteratura classica, in Dante, in Pascoli, in Joyce o in rielaborazioni moderne), la figura dell’ombra assume significati diversi a seconda del testo di riferimento. In questo caso è stata pronunciata da un signore che lavora nell’ombra di Donald Trump, tale Peter Thiel che, nelle vesti di “usignolo del Kaiser”, ha tenuto delle conferenze molto riservate nella Capitale italiana.
Queste cosiddette “conferenze riservate” si sono tenute a Roma a metà marzo 2026 presso Palazzo Taverna, dal miliardario Peter Thiel, co-fondatore di PayPal e Palantir. Formalmente Peter Thiel, ha incentrato i suoi discorsi sulla figura teologico-politica dell’Anticristo e sui rischi del controllo globale.L’evento, intitolato “The Biblical Antichrist” e organizzato dall’Associazione culturale Vincenzo Gioberti, è rimasto blindato e accessibile solo a un centinaio di ospiti selezionati (tra intellettuali, giornalisti e ambienti cattolici tradizionalisti), sollevando forti polemiche e dure critiche da parte del Vaticano e dei media cattolici.
Ma chi è Peter Thiel? È un miliardario statunitense del settore tecnologico e libertario, è anche un appassionato della Bibbia e va a caccia della figura dell’Anticristo moderno. Secondo Thiel, l’Anticristo assume le sembianze di chiunque cerchi di rallentare il progresso scientifico in nome della pace e della sicurezza. Secondo questa tesi, l’Anticristo moderno non si presenterà come un mostro palese, bensì come un amministratore globale rassicurante. Sfrutterà la burocrazia e le istituzioni internazionali per accentrare il potere, promettendo protezione e salvezza da catastrofi globali, guerre nucleari o crisi climatiche.
Sempre Thiel, negli anni, ha affermato che i tentativi degli Stati e degli enti sovranazionali di limitare o regolamentare l’intelligenza artificiale (spinti dalla paura del progresso) spianano la strada a un sistema di governo mondiale centralizzato. Dal suo punto di vista, gli scettici dell’IA e gli ambientalisti radicali rischiano di fungere da pedine per questa svolta autoritaria.
L’usignolo di Trump, durante il suo soggiorno e nelle sessioni conclusive di queste sue conferenze, ha tracciato un parallelismo tra l’antica Roma e gli Stati Uniti odierni, definendo l’America “l’unico vero Stato sovrano” e il “poliziotto del mondo”. Ha sottolineato che la fine degli Stati Uniti o del loro primato militare corrisponderebbe, di fatto, alla fine del mondo libero per come lo conosciamo. L’ inarrestabile Thiel ha ribadito una delle sue storiche ossessioni, ovvero che l’Occidente si trova in una fase di stagnazione e declino e che l’ideologia woke e l’eccesso di regolamentazione democratica minano la libertà individuale a favore del controllo di massa.Trent’anni fa, un teologo austriaco pacifista parlò a Peter Thiel delle teorie apocalittiche del giurista nazista Carl Schmitt.
Da allora, queste teorie sono diventate una sorta di guida per il miliardario.Il tour di conferenze non è ancora finito. Da ben due anni ormai, il miliardario ha girato il mondo, diffondendo le sue idee di stampo biblico sulla fine del mondo attraverso una serie di intervistatori variamente e talvolta visibilmente perplessi. Chiaramente, promuovendo il trumpismo come soluzione ai problemi degli umani. Ben lungi dall’essere una bestia con “sette teste e dieci corna” descritta nel Libro dell’Apocalisse, secondo Thiel l’Anticristo del XXI secolo è un impostore che cerca di impadronirsi del potere trumpista sotto le spoglie di un messaggio di “pace” e “sicurezza”. Sfrutta la paura del cambiamento climatico, della guerra nucleare e delle apocalissi tecnologiche per promuovere l’ascesa di un “governo mondiale”, un incubo per i libertari contrari a qualsiasi forma di regolamentazione statale. Ha chiacchierato sul palco con il podcaster economista Tyler Cowen a proposito del katechon (il termine scritturale per “ciò che trattiene” la fine dei tempi); ha fatto scena muta, qualche volta, molto imbarazzante, davanti alla telecamera con il giornalista del New York Times Ross Douthat; e in questo preciso istante è impegnato nella realizzazione di un programma in quattro parti, off-the-cord. ciclo di conferenze riguardo all’Anticristo a San Francisco.
Nel linguaggio di tutti i giorni, la parola viene usata come sinonimo di apocalisse, fine del mondo, catastrofe globale o disastro immane (spesso citato anche in film, libri e cultura pop, come nel celebre film Armageddon sugli asteroidi). Ecco l’Armageddon di Thiel. Il nome deriva dall’ebraico antico Har-Maghedon che significa significa “Monte di Megiddo” (una collina situata nella pianura di Esdrelon, in Israele). Nell’antichità, Megiddo fu teatro di numerose e sanguinose battaglie.I media si sono interrogati sulla sua serie di conferenze, soprannominata “L’Anticristo”, e sulla salute mentale dell’oratore: il sito web Futurism gli ha persino chiesto: “Tutto bene, amico?”. Ciononostante, le conferenze hanno fatto notizia: Thiel è stato il primo miliardario della Silicon Valley a sostenere Donald Trump, nel 2016, ed è il mentore di JD Vance, l’attuale vicepresidente. Come ha scritto il giornalista Ross Douthat, che ha incalzato Thiel sul suo approccio apocalittico per il New York Times, l’ex co-fondatore di PayPal è probabilmente diventato “l’intellettuale di destra più influente degli ultimi 20 anni”.
Gigino Adriano Pellegrini