Violenze Milano: La Russa … scordarello o rinsavito?
Le violenze di Milano hanno raccolto, come prevedibile, una quantità di commenti. Ne spicca uno in particolare per lucidità: “Chi condanna col ‘però’ aizza le piazze”. Come non condividerlo? ‘Però’ sorprende l’autore: Ignazio Benito La Russa di Paternò, cofondatore con Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia, “custode” a casa di un busto di Mussolini. Non ci sono dubbi. E’ proprio lui! Sarà autentica allora questa dichiarazione? Stando ai giornali e alle TV, sembra di sì.
Eppure le stesse cronache, degli stessi giornali, lo darebbero presente il 12 aprile 1973, sempre a Milano, ad una manifestazione non autorizzata del Fronte della Gioventù e del Movimento Sociale Italiano di Giorgio Almirante (antenato di Fratelli d’Italia) , vietata dal Prefetto. Durante gli scontri in via Bellotti – in cui rimasero feriti dodici agenti – venne lanciata da alcuni militanti neofascisti una bomba a mano che uccise il poliziotto Antonio Marino di appena 22 anni. Gli autori, come riferiscono le cronache di quei giorni, furono individuati in Vittorio Loi e Maurizio Murelli, quest’ultimo condannato a 18 anni con successiva riduzione della pena. I giornali parlarono allora anche di un risarcimento civile versato alla famiglia dell’agente ucciso, sembra con il sostegno della famiglia La Russa.
Questa tragica vicenda, il Presidente del Senato – che allora era un giovane di 26 anni – l’ha dimenticata o, ricordandola, lo ha fatto… rinsavire? Se è così, si comprende la sua dichiarazione, condivisibile e di assoluto buon senso, sui fatti di questi giorni a Milano.
PdeA