IL MELONELLUM E’ DI FATTO UNA RIFORMA COSTITUZIONALE

Punture di spillo

Il Melonellum, approvato in fretta e furia dalla Destra ad un anno dalle elezioni politiche, suscita giudizi opposti. Ed è bene, essendo stato già promulgato da Mattarella e pubblicato in Gazzetta ufficiale, fare qualche riflessione e porsi alcune domande.

La legge – chiamata anche Stabilicum per nascondere l’identità di chi l’ha voluta, non figurava nel programma elettorale del 2022 di FdI. La Premier in realtà puntava sul premierato, da lei stessa battezzato come la madre di tutte le riforme. Tanto importante da concedere agli alleati l’Autonomia Differenziata alla Lega – andata avanti tra stop della Consulta e intese politiche ancora tutte da definire – e la Giustizia, tanto cara alla famiglia Berlusconi ma sonoramente bocciata dagli italiani.

E’ stato proprio il risultato del referendum a consigliare Giorgia Meloni a non insistere sul premierato, che avrebbe potuto fare la fine della riforma della giustizia e mandarla a casa.

E cosa t’inventa la Ducetta? Una riforma elettorale attraverso la quale introdurre surrettiziamente gli stessi concetti contenuti nella “madre di tutte le riforme”. Solo che c’è poco tempo perché la legislatura è all’ultimo anno. E allora disco verde per un esame veloce in commissione e in aula. Tra Camera e Senato, a seconda dei rispettivi regolamenti interni e complici i due Presidenti, tagli agli emendamenti delle opposizioni, sforbiciate, contingentamento dei tempi e ricorso alla ghigliottina, una procedura parlamentare che interrompe la discussione generale di un disegno di legge per passare direttamente alle votazioni facendo decadere quelli non ancora esaminati. E voti di fiducia a bizzeffe.

Domanda: perché Meloni ha chiesto la fiducia? Risposta: perché non si fidava degli alleati ma anche dei suoi stessi parlamentari.E allora, l’ultimo voto segreto alla Camera in terza lettura, con la Destra sotto il ricatto della fine della legislatura e il rischio di non arrivare a maturare la pensione che scatta solo il 14 aprile del prossimo anno.Una votazione tanto importante che a Montecitorio sono comparse le “vedette” per controllare che la maggioranza votasse allineata al volere di Giorgia. Un voto così ottenuto può essere considerato libero e convinto quando le telecamere hanno inquadrato il capogruppo Donzelli, tutto soletto, lasciare il suo posto per sistemarsi sullo scranno più alto dell’emiciclo? E non è un caso che il vignettista Giannelli – riferendosi alla Consulta che dovrà esaminare la costituzionalità della legge – scriva un monito: “Ricordatevi che si vota a maggioranza e la maggioranza non ha premio”.

Ma c’è di più. Meloni, nel commentare il “si” della Camera alla “sua” legge elettorale, ha detto che finalmente gli italiani potranno decidere tutto. Ma non è vero: è l’ultima delle bugie che la Premier ci propina da quattro anni. A decidere su tutto, a legge vigente, sarà solo Lei e il suo “cerchio magico”. Per esempio la candidatura della sorella Arianna.Ed è stata proprio Arianna e la “vedetta” Donzelli a gettare la maschera sulle reali finalità del Melonellum, perchè “si entra nella Terza Repubblica” e “chi ha un voto in più comanda”.Il Melonellum è infatti un premierato “mascherato” che cambia la repubblica da parlamentare in presidenziale con una “Capa” che, forte di un abnorme premio di maggioranza, si prende tutto: Camera, Senato, Quirinale e tutti gli altri organi di controllo a cominciare dalla Consulta e dalla Corte dei Conti. Siamo nella terza Repubblica!

PdeA

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