L’ERA DELLE CARCIOFARE

Beaumont sur Mer –

E’ necessario tornare indietro nel tempo e ripercorrere il lungo viaggio umano della “vergogna!”, leggendo ciò che il sociologo Alessandro Orsini dice e scrive:“Vorrei chiedere, gentilmente, a Giorgia Meloni di smetterla di mentire; di smetterla di manipolare l’opinione pubblica con un mare di menzogne studiate a tavolino dalla lobby israeliana. Giorgia Meloni e gli esponenti della sua maggioranza avevano dichiarato che la “guerra” a Gaza sarebbe finita subito se Hamas avesse rilasciato tutti gli ostaggi. Tutto questo è risultato falso.” Netanyahu e Smotrich hanno dichiarato, ufficialmente, che la distruzione di Gaza non aveva niente a che vedere con la liberazione degli ostaggi, bensì con l’espulsione di un milione e mezzo di palestinesi per impossessarsi della Striscia di Gaza e darla agli ebrei-israeliani.

Netanyahu ha pure dichiarato che il bombardamento di Gaza continuerà. Netanyahu ha violato la tregua iniziata il mio nuovo 19 gennaio 2025. Il pensiero e la strategia del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu sulla Striscia di Gaza si fondano sulla totale eliminazione di Hamas e sul mantenimento di un controllo di sicurezza israeliano a tempo indeterminato. Il Governo della Meloni è perfettamente allineato a questa visione.“Giorgia Meloni, deve smettere di mentire agli italiani e al mondo, davanti a un genocidio, smettila di coprire i crimini d’Israele, smettila di sostenere lo sterminio dei palestinesi per mano di Netanyahu con le armi e con queste menzogne spudorate volte a giustificare uno dei più grandi massacri della storia universale. “ La Meloni, è indegna nell’occupare il ruolo di primo Ministro della Repubblica italiana dopo aver mentito ripetutamente sulla nostra Costituzione. Nella Grecia antica, il concetto di vergogna, noto come aidos (αἰδώς), era un valore fondamentale e un dono di Zeus agli uomini, legato al mantenimento della giustizia e della solidarietà sociale nella polis.

Aidos rappresentava un atteggiamento di rispetto e ritegno di fronte al biasimo altrui, essenziale per la stima pubblica e l’onore, influenzando il comportamento individuale in una società definita da Eric Dodds come una “civiltà della vergogna”, in contrasto con la moderna “civiltà della colpa”. Il grecista Eric Dodds vedeva la vergogna come un concetto centrale nella civiltà omerica, definita “cultura della vergogna”. In questo modello, l’individuo agisce per ottenere l’approvazione pubblica e il rispetto dei suoi simili, piuttosto che per una quiete interiore o un senso di colpa individuale. Il suo pensiero si oppone al modello successivo della “civiltà della colpa”, dove il giudizio morale è interiorizzato.

Ci sono ambienti ed epoche marcate più da un 😘 modello che dall’altro, ma in genere le forme convivono, specie nelle società complesse e stratificate come quelle in cui viviamo oggi. Ecco allora che la nitidezza dei paradigmi classici ci aiuta a comprendere noi stessi e il nostro mondo.Nell’Iliade il sommo poeta riporta il celebre episodio dell’incontro di Andromaca, che tiene in braccio il piccolo Astianatte, con il marito Ettore, il grande eroe troiano. Andromaca supplica Ettore di ritornare a palazzo e di non affrontare più duelli e scontri che potrebbero vederne la morte e aprire a lei e al loro piccolo figlio un tragico destino di schiavitù e miseria. Ma Ettore le risponde : “Certo, anche a me, moglie, stanno a cuore tutte queste cose;ma ho terribilmente vergogna dei Troiani e delle Troiane lunghe vesti,se mai come un vile io cerchi di scansare la guerra.Né mai l’animo mi suggerì questo, poiché ho imparato a esser valorososempre e in prima fila con i Troiani a combattere,salvando la grande gloria del padre e la mia personale.”

“Ci sono ambienti ed epoche marcate più da un modello che dall’altro, ma in genere le forme convivono, specie nelle società complesse e stratificate come quelle in cui viviamo oggi. Ecco allora che la nitidezza dei paradigmi classici ci aiuta a comprendere noi stessi e il nostro mondo.Oggi la vergogna si vive come un’esperienza profonda, più ampia e più complessa persino del senso di colpa, articolata in molteplici dimensioni: quella morale e quella sociale, quella psicologica e quella politica. Al punto da chiedersi se gli stessi Kafka e Dostoevskij non fossero soprattutto dei narratori della vergogna. In quest’ultimo periodo provo più spesso vergogna che senso di colpa.

E’ senz’altro vero che faccio fatica ad ammetterlo, mi sento come se avessi deciso di esporre una ferita dell’Italia per chiuderla immediatamente – perlomeno agli occhi e alle orecchie del resto del mondo. “Non è per la vergogna che la Meloni deve essere rimossa dal Parlamento, neanche per il disprezzo della Costituzione Italiana sulla quale ha giurato. La vergogna non è un reato perché non è un comportamento regolato dalla legge, ma è una complessa emozione sociale e morale che fa parte dell’esperienza umana fondamentale. A differenza delle emozioni primarie (come la paura o la rabbia), la vergogna richiede la consapevolezza di sé. Come può, dunque, la Meloni, provare vergogna, in quanto “Cafona, grezza, con un tono da pescivendola che vende le triglie sotto prezzo al mercato?”.dall’ignominia del massacro compiuto dai terroristi di Hamas contro migliaia di civili inermi e innocenti israeliani, donne e bambini compresi. Crimini indicibili che fanno del 7 ottobre una delle pagine più buie della storia.” Senza menzionare le decine di migliaia di vittime civili palestinesi, fra questi circa 20 mila bambini. Quello che fanno ai palestinesi i coloni israeliani in Cis Giordania.

Gigino Adriano Pellegrini

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