ZERBINI DEI PADRONI

Beaumont sur Mer

“Chi d’ambizion la vana lusinga non accende ed ama il sol che splende in libera contrada, chi vuole all’avventura suo cibo in bosco o lago cercare, sempre pago di ciò che da natura, venga qua’ in seno alla foresta; nemici non avrà fuorché l’inverno e il vento e la tempesta”. La celebre frase riconducibile all’opera di Pietro Metastasio, esalta la moderazione e la pace interiore rispetto alla vana e distruttiva ambizione terrena. Questi versi riflettono i temi cari alla poesia arcadica del Settecento, celebrando la semplicità della vita e l’amore per la natura contrapposti agli affanni del potere.

“Il mattino ha l’oro in bocca” è uno di quei detti che tutti abbiamo ascoltato almeno una volta, spesso come ammonimento dei nonni quando, da bambini, avremmo preferito restare qualche minuto in più sotto le coperte. Per molti è soltanto un modo di dire, legato all’operosità. Eppure oggi la scienza suggerisce che, soprattutto d’estate, in quelle parole si nasconde una verità molto più concreta.Per me è stato così per tutti gli anni che ho vissuto in Nord America. Iniziavo bene la giornata solo se mi alzavo presto e mi preparavo subito una sostanziosa colazione : Uova con bacon, patatine fritte, toasts e un buon caffè canadese (il bibitone)..

Da allora di acqua ne è passata tanta sotto il low level bridge, uno dei ponti che attraversando il fiume Saskatchewan, portano dalla parte Nord di Edmonton al South side e viceversa. Girando in macchina con l’amico Enrico abbiamo fatto visita al “Potere” di questa città che è stato eccezionalmente abile in molti aspetti, uno di questi è stato il suo mascheramento. Il Potere doveva rimanere nell’ombra, perché alla luce del sole avrebbe avuto noie infinite da parte dei cittadini più attenti della moderna liberal- democrazia. Quest’ultima ci ha rifilato una falsa immagine di se stessa nei panni dei politici, dei governi, e dei loro scherani, così che la nostra attenzione fosse tutta catalizzata su quelli, mentre il vero Potere agiva sostanzialmente indisturbato. Generazioni intere di persone sono infatti cresciute nella più totale convinzione che il potere stesse nelle auto scintillanti, nei parlamentinazionali, nelle loro ramificazioni regionali, e nei loro affari e mal affari. Purtroppo questa abitudine mentale è così radicata in milioni di persone che il solo dire il contrario è accolto da incredulità se non derisione. Letteralmente, ciò che si crede sia il potere non è altro che una serie di depistanti immagini con le relative tortine da spartire, a patto però che eseguano poi gli ordini ricevuti. Quegli ordini sono le vere decisioni importanti su come tutti noi dobbiamo vivere.

Oggi il vero Potere sta nell’aria che respiriamo, bisogna immaginare che esiste un essere metafisico, quell’idea appunto, che ha avvolto il mondo e che dice questo: ‘Pochi prescelti devono ricevere il potere dai molti. I molti devono stare ai margini e attendere fiduciosi che il bene gli arrivi dall’alto, dai prescelti. I governi si levino di torno e lascino che ciò accada’. Da quando l’uomo ha iniziato a costruire, mettendo mattone su mattone, la torre è sempre stata il simbolo della città nella quale sorgeva o addirittura di un’intera nazione. Un esempio contemporaneo? La Torre Eiffel: quale simbolo migliore per la Francia positivista di fine Ottocento? Eppure, questa passione dell’uomo per ciò che svetta e penetra il cielo (la biblica sfida della Torre di Babele è oggi più che mai attuale) non è immotivata. Dietro alla torre, (Nel cuore di Midtown Manhattan si trova la Trump Tower, un imponente grattacielo di 58 piani situato sulla Fifth Avenue.

Al desiderio di sfidare la gravità c’è anche qualcosa di molto, molto più concreto: la dimostrazione di potere. Il grattacielo è la perfetta metafora ed espressione architettonica degli orrori del capitalismo e, più in generale, della Modernità.Credere che la moltiplicazione specifica di questa tipologia di edifici prima inedita, cominciata alla fine dell’ ’800, sia dovuta solo ad esigenze commerciali e alla disponibilità di nuove tecnologie costruttive, è oltremodo riduttivo.

Quando il Club dei Potenti necessita di maggior riservatezza, si dà appuntamento in luoghi meno visibili dei grattacieli delle grandi capitali, e in questo caso prende il nome di Gruppo Bilderberg, dal nome dell’hotel olandese che ne ospitò il primo meeting nel 1954. I “serbatoi di pensiero”, le Think Tanks sono esattamente delle fondazioni dove alcuni fra i migliori cervelli si trovano per partorire idee. Il loro potere sta nell’assunto che sono le idee a dominare sia la Storia che la politica, e di conseguenza la nostra vita, in particolare l’idea economica. Il potere deve sempre essere manifestato in modi mastodontici, faraonici: se no, che potere sarebbe? Sul loro palcoscenico esterno va in scena tutti i giorni una commedia dell’orrore: i rifugi per i senza tetto in tutto il Nord America respingono persone ogni notte perché non hanno più spazio.

Qualcuno di loro ha la fortuna di rimanere vivo, notte dopo notte, durante i rigidi inverni. A volte un panino al momento giusto o una tazza di brodo caldo può fare un mondo di differenza per una persona senza fissa dimora come è stato per oltre 30 anni Ryan Arcand. La sua storia è rimasta un mistero solo per qualche giorno. Una troupe della CBC canadese ha cercato subito di saperne qualcosa di più e, dopo solo pochi giorni in giro per le vie di Edmonton l’ha trovato seduto sulle scale di una chiesa, con qualche lattina di birra posata accanto a lui in un sacchetto di plastica. Ryan Arcand è nato in una cittadina dell’Alberta 43 anni fa. Quando aveva circa quattro anni è stato allontanato dal nucleo familiare dopo l’intervento dei servizi sociali. Quando Ryan parla del suo primo incontro con un pianoforte, ricorda il seminterrato della casa in cui si trovava in affido e dice: “Ho pensato che fossimo fatti l’uno per l’altro. Mi sono innamorato al primo sguardo“. Così, ha iniziato a suonare a orecchio, imitando le sigle delle serie tv o le colonne sonore dei film. A poco a poco ha iniziato a comporre musica.

Secondo quanto hanno riferito alla CBC alcuni suoi lontani parenti, pare che sia stato proprio lui a voler restare per strada durante tutti questi anni. Ovviamente non ha vissuto come un santo: abuso di alcool e qualche guaio con la legge. E’ stata proprio questa che spesso ha cercato di impedirgli di suonare alcuni dei pianoforti sparsi per la città (a causa delle bottiglie di birra e strane abitudini). Per fortuna non è stato allontanato da quel piano dove è stato ripreso. In seguito la CBC gli ha proposto di suonarne uno ‘particolare’, uno Steinway Grand, che si trovava nella chiesa più vicina. Ryan Arcand si è seduto e, prima di iniziare a suonare, ha detto solo: “Questo è un sogno“.E poi non si è più fermato finché non è arrivato l’organista della chiesa, che reclamava il suo strumento per esercitarsi.

Allora si è alzato e ha cercato di spiegare come si sente quando suona: “E’ come quando giochi, e ti dimentichi di te stesso“. E poi ha concluso: “E’ come la verità, la vita. Io amo le persone. Talvolta le persone non amano me, ma non importa. Io amo le persone”.

Gigino Adriano Pellegrini

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