Beaumont sur Mer-
“Well, I just got into town about an hour agoTook a look around, see which way the wind blowWhere the little girls in their Hollywood bungalows.Are you a lucky little lady in the city of light?”L.A. Woman The Doors
ll protagonista del romanzo “Chiedi alla Povere” di John Fante e’ un ragazzo italo-americano di vent’anni. Vive in povertà estrema in una squallida stanza a Los Angeles durante la Grande Depressione. Era arrivato a Los Angeles con le aspirazioni di diventare uno scrittore con un solo racconto pubblicato.
E’ un personaggio complesso, ambizioso, insicuro, orgoglioso della sua italianità ma tormentato, spesso in bilico tra megalomania e profonda solitudine.Nella Città degli Angeli vive una relazione ossessiva, passionale e distruttiva con una cameriera messicana di nome Camilla Lopez.Arrivato a Vancouver, dopo aver lasciato quella sala di confine in Halifax, ringraziai col pensiero la poliziotta che mi mise in mano il testo “West of Rome” di John Fante.
Quel Libro è stato il più bel benvenuto che io abbia mai ricevuto.Bandini era uno che aspirava a diventare scrittore con grandi sogni e grandi idee su come la vita avrebbe dovuto funzionare, sogni che spesso si scontravano con la realtà tutt’altro che perfetta della sua esistenza. Questo scontro – questo desiderio di riconoscimento e fama – è ciò che ho trovato familiare. E non si limita solo alle mie ambizioni di “scrittore”.”Los Angeles, dammi un po’ di te! Los Angeles, vieni da me come io sono venuto da te, i miei piedi sulle tue strade, bella città che ho amato tanto, triste fiore nella sabbia, bella città!!”I protagonisti di Fante, nel “Chiedi alla Polvere” si confrontano spesso con un profondo senso di alterità, cioè il contrario filosofico del concetto di identità, e vergogna sociale in una società anglo-americana che considerava gli immigrati dell’Italia meridionale come contadini o estranei. Personaggi come Arturo oscillano tra il disgusto per le proprie origini e la strenua difesa di esse, desiderosi di conquistare l’America alle proprie condizioni attraverso l’arte e l’ambizione.
Il protagonista di ‘Chiedi alla polvere’ Bandini, chiede al Dio dei cristiani ”…Mi dispiace, sono ateo, ma Tu hai letto Nietzsche?”. Un dialogo spiazzante e sentimentale tra un giovane aspirante scrittore italoamericano e un Dio provocatoriamente messo alle strette dalla filosofia. “Chiedi alla polvere” oltre a far parte della Letteratura americana, è un libro fantastico che cattura un’emozione particolare, diversa da qualsiasi altra cosa io abbia mai letto. Il protagonista è un sognatore profondamente imperfetto, quasi perverso, ma sono proprio i suoi difetti a renderlo un personaggio con cui è facile identificarsi, come raramente ho riscontrato in altre opere della Letteratura Mondiale.
Avevo 22 anni, quando frequentavo la Faculty of Arts, in Edmonton Canada. Un bel giorno, alla guida della mia Ford Galaxy, sono partito per andare al Nord e vedere a Grand Prairie degli uccelli con una apertura alare di tre metri: il Cigno Trombettiere.Avrei un sacco di aneddoti divertenti e interessanti sul Nord Ovest del Canada. Sarà per un’altra volta. Ho scattato foto di cose davvero fantastiche e ho imparato molto. Mentirei se dicessi di non essere stato un tipo un po’ confuso e antipatico in quel periodo dei miei vent’anni.
Oscillavo, come un’altalena, tra sentimenti di grandiosità, ingenuità e ambizione, insieme ad uno scetticismo implacabile, sarcastico e fatalista nei confronti di qualsiasi buona notizia o sincerità. Questo è ciò che ho ritrovato in Arturo Bandini, il protagonista di “Chiedi alla polvere”. È un personaggio complesso e perverso, ma in lui ho rivisto molto di me stesso in quel periodo della mia vita:Arturo Bandini: “Una sera me ne stavo a sedere sul letto della mia stanza d’albergo, a Bunker Hill, nel cuore di Los Angeles. Era un momento importante della mia vita; dovevo prendere una decisione nei confronti dell’albergo. O pagavo o me ne andavo: così diceva il biglietto che la padrona mi aveva infilato sotto la porta. Era un bel problema, degno della massima attenzione. Lo risolsi spegnendo la luce e andandomene a letto.
”A un certo punto, durante il mio soggiorno nello Yukon, ho iniziato a fantasticare nel voler diventare uno scrittore famoso, e di cosa questo avrebbe significato per me. La mia dieta era composta di fantasie e di fama mentre continuavo a mangiare un solo tipo di hamburger: un papa-teen just deluxe all’A&W drive in. Questo avveniva quasi quotidianamente, insieme a fumare sigarette sudafricane, le Craven A e parecchi spinelli e qualche sniffata di Cutex, normalmente usato dalle donne per togliersi lo smalto dalle dita. John Fante assomiglia tanto al canadese Jack Kerouac (sebbene Fante abbia scritto “Chiedi alla polvere” 18 anni prima della pubblicazione di “On the Road”. Come Fante e molti altri californiani dell’epoca, Arturo Bandini, il protagonista di Chiedi alla Polvere” era uno straniero; come Fante, era uno scrittore italoamericano di grande talento, forse “accompagnato da qualche delirio di onnipotenza.
”Quando sono salito sulla nave greca che avrebbe dovuto portare a New York, invece di sbarcarmi ad Halifax in Canada, il mio unico grande amore viveva Roma, mentre io nella foresta ospite in un tepee di un trapper, come il Grande Blake, vicino al polo Nord. Inizialmente, con la donna che ho amato una vita, ci si scriveva senza capirci, dicendo che saremmo stati i partner ideali l’uno per l’altra, ma nessuno dei due era completamente sincero al riguardo. Neanche al mio ritorno in Italia. E’ stata l’unica donna con la quale ho accettato con entusiasmo di avere una figlia che oggi ha 41 anni e un figlio di quasi un anno.
Gigino Adriano Pellegrini