Beaumont sur Mer-
La morale si oppone all’intelligenza artificiale quando i sistemi automatizzati agiscono senza intenzione o consapevolezza, mettendo in crisi i tradizionali confini della responsabilità umana. Come rimanere spettatori umani moralmente liberi nell’Era dell’Intelligenza Artificiale? Esiste il rischio che la IA possa influenzare la nostra libertà morale riducendo quella sociale, intaccando il nostro senso di responsabilità e, infine, limitando la nostra libertà politica.
Tuttavia può avere anche l’effetto opposto, se si progettano sistemi volti a premiare le capacità umane, a rafforzare le dinamiche di responsabilità e controllo, e a promuovere le procedure del potere “liberal-democratico” e le virtù civiche che dovrebbero governare la rettitudine della collettività umana.Il filosofo italiano, Remo Bodei prima di dire addio al mondo scriveva: “Una macchina non può avere coscienza nel senso di riflessività, esercitando un controllo sulle operazioni effettuate. Potrà raggiungere una coscienza teorica, e già oggi esistono macchine che imparano, attingendo ad un archivio di informazioni (si addestrano come i cani), ma non potrà mai avere una coscienza morale. Esistono oggi macchine che imparano, che hanno algoritmi di comando e un archivio di informazioni a cui attingere. In questo momento storico, dove il vivere in pace è costantemente minato da atteggiamenti autoritari e violenti da parte di una minoranza che “governa” il mondo e la IA, la maggioranza della popolazione mondiale si sente minacciata, non senza giustificata apprensione come viene espressa da Barbaro Antonio Pontoriero, scrittore e poeta: “L’intelligenza artificiale viene spesso presentata come una rivoluzione tecnologica destinata a cambiare il mondo. Ma questa narrazione, rassicurante nella sua linearità, rischia di nascondere il punto essenziale: l’IA non sta semplicemente introducendo nuovi problemi morali, sta rendendo evidente l’inadeguatezza delle categorie etiche con cui abbiamo finora interpretato l’azione, la responsabilità e la giustizia.
”Dalla supervisione alla coercizione: come i governi autoritari stanno manipolando la sicurezza dell’IA per costringere le aziende tecnologiche ad allinearsi.Quando i ricercatori fondarono Anthropic nel 2021, affermarono che la corsa alla creazione di un’intelligenza artificiale potente si stava svolgendo in modo troppo avventato. Inserirono misure di sicurezza dettagliate nei loro prodotti e pubblicizzarono il loro impegno per la sicurezza come la qualità aziendale che li distingueva dai concorrenti, in particolare da Open AI, l’azienda rivale che avevano abbandonato.
Nel marzo 2026, questa valutazione fu messa alla prova quando l’amministrazione Trumpha dichiarato che l’Antropic rappresentava un rischio per la catena di approvvigionamento.L’azienda si era rifiutata di rimuovere le misure di sicurezza integrate che proibivano la sorveglianza interna e le armi autonome dai prodotti forniti al Pentagono. Il presidente Donald Trump ha ordinato al governo federale di interrompere l’utilizzo di Anthropic e del suo modello linguistico avanzato, ‘Claude’, etichettando l’azienda come un rischio per la sicurezza nazionale. Nel giro di poche ore, Open AI ha concluso un accordo, diventare invece il fornitore del Pentagono.
Nonostante l’apparente posizione di Anthropic, durante il suo scontro con Trump l’azienda ha, nel silenzio totale, eliminato i principi vincolanti di sicurezza. Diverse settimane prima, il responsabile della ricerca sulle salvaguardie di Anthropic si era dimesso, avvertendo che “il mondo è in pericolo.” Una settimana dopo che il Pentagono ha ufficialmente bandito Claude, l’esercito americano ha continuato ad utilizzare la quella tecnologia. Selezionare e individuare i siti da bombardare in Iran.Ecco come il Tycoon e presidente degli USA Trump, utilizza a suo piacimento la AI. Quando si legge ciò che scrive qualcuno, si vede che non riesce ad andare oltre, fa venire l’ansia: si potrebbe essere, a naso, ad un passo dal dramma dei drammi. Invece, è una storia, quella umana, che ha vissuto tragedie da sempre.La fine dell’era umana è un concetto complesso che unisce il cambiamento climatico, l’avvento della tecnologia avanzata e le riflessioni filosofiche sul futuro della nostra specie.
Ci stiamo incamminando verso l’estinzione dell’Homo sapiens, c’è una via d’uscita a questo inevitabile destino?L’unica possibilità è compiere un’altra migrazione, ma questa volta nello spazio, evolvendo e divergendo in modi che al momento non possiamo prevedere.
Gigino Adriano Pellegrini