Punture di spillo-
Del record raggiunto il 4 settembre da Giorgia Meloni non ce ne frega niente, per dirla con Vannacci. C’importa invece che la Premier dica cosa pensa del voto “nero” in Sassonia e soprattutto faccia chiarezza pubblicamente sui giudizi entusiasti di Matteo Salvini, vicepresidente del Consiglio.
E’ inconcepibile che un autorevole esponente di governo, invece di preoccuparsi per l’affermazione di una forza politica che nega i valori dell’Europa, esulti. Significa che condivide gli aspetti peggiori del programma elettorale dell’AFD. Ed è grave che la nostra Presidente del Consiglio stia zitta e non lo inviti, per coerenza, ad uscire immediatamente dal governo. Altro che “promozione” al Ministero dell’Interno! Il record di longevità, Meloni lo ha raggiunto. Quindi non ha più la necessità di… barcamenarsi.
Per quattro anni il Paese, per consentirle di raggiungerre l’obiettivo, ha dovuto sopportare le Santamnchè, i Delmastro, gli “sparatori” di capodanno, i Salvini filorussi, Ora la Ducetta non ha più alibi per un “vaffa” al segretario della Lega e mandarlo a casa. Per la gioia dei leghisti del Nord.
Il governo va in crisi? Pazienza! Almeno si fa chiarezza sull’opportunismo del “Capitano”. In realtà, il governo sarebbe dovuto andare in crisi molto prima e non c’è andato per consentire alla ragazzotta della Garbatella di superare in durata il suo Pigmalione. Quel Silvio Berlusconi che, irritato per non essere stato ascoltato, la marcò a fuoco con quattro aggettivi: supponente, prepotente, arrogante e ridicola. Ora lo ha superato e potrebbe passare alla storia per la Presidente del Consiglio più longeva, per cui… nulla osta!
Anzi, potrebbe convenirle far saltare il banco e tornare alle urne con il cosiddetto CampoLargo ancora allo sbando: senza leader e senza programma. Potrebbe riguadagnare i consensi perduti e inanellare una seconda legislatura facendo tra l’altro naufragare il disegno di Vannacci di essere l’ago della bilancia. Con una fava la Ducetta si toglierebbe qualche sassolino e manderebbe a quel Paese due piccioni: Salvini e l’ex generale.
Mi viene un dubbio: E se fosse una mossa “concordata” con lo stesso segretario della Lega per mettersi alle spalle i dissidi interni alla stessa maggioranza sulla legge elettorale, una finanziaria che potrebbe allontanarle consensi, il premierato e dare un segnale “di autorità” agli irrequieti Berlusconi? Tutti temi da riproporre, vinte le elezioni, con una maggioranza ancora più coesa che consenta a Giorgia, tra tre anni, di trasferirsi al Colle con famiglia e segretaria “fidata” al seguito? No. Mi sbaglio. Sarebbero troppo intelligenti!
PdeA