Punture di spillo-
Il giornalismo d’inchiesta, almeno come lo abbiamo conosciuto in questi anni con Report, non ci sarà più. Lo hanno ucciso Giorgia Meloni e i giornali di Angelucci. E la Rai ne ha firmato il certificato di morte.Questo è un fatto. Poi c’è l’interrogativo che riguarda un altro potenziale killer, diretto o indiretto: Valter Lavitola, un faccendiere vicino a Berlusconi e più volte indagato, e con qualche anno di carcere sulle spalle, sulle cui responsabilità sta indagando la magistratura, nonché “amico” di Ranucci.
Ci vorrà del tempo, siamo solo agli inizi ma a viale Mazzini si è colta al volo l’occasione dell’attentato all’abitazione del conduttore di Report per confermarsi, come ebbe a dire una volta Bruno Vespa, l’editore di riferimento della maggioranza di governo.La Destra infatti, con tutti i reggicoda della Meloni, con in testa il Presidente del Senato, anche in questa occasione tutt’altro che superpartes, ha spinto i vertici rai a dargli il benservito nella speranza di non averlo tra le palle in un anno elettorale particolarmente difficile, conscia dei tanti problemi interni alla Coalizione e di non essersi mai preoccupata del Paese. Come dire, rimosso per motivi politici.
E non è da escludere che i giudici lo rimettano in sella. Ma, a questo punto, su di un cavallo comunque azzoppato e inoffensivo, come sperano i nipotini dei “fratelli in camicia nera”, tali definiti da Togliatti in uno spericolato appello del 1936.Berlusconi si liberò da solo di Biagi, Santono e Luttazzi. Meloni ha retto un po’ ma, in vista delle politiche, è stata costretta a mobilitare sia i più fedeli amici di Colle Oppio che i giornali del Gruppo Angelucci .Impossibile per la Ducetta affrontare le elezioni con Report libero di registrare il falso racconto di un Paese “cambiato in meglio”. Perché il vero problema non è Ranucci, anche se non lo si è mai amato, ma una trasmissione che settimanalmente avrebbe dato voce ai tanti malcontenti di famiglie che non arrivano alla fine del mese.Meloni sconta l’inadeguatezza di ministri che non ha sostituito per puntare all’unico obiettivi in grado di raggiungere: la longevità che però, senza risultati concreti per i cittadini, non ha alcun valore.
Come non ha senso l’altro binario sul quale Meloni ha messo il treno del governo: la stabilità. Se hai urgenza di un determinato esame diagnostico e te lo prenotano tra un anno, che te ne fai di un governo longevo? Se non riesci più a pagare l’affitto di casa, ti consoli con la stabilità del governo? C’è voluto il referendum sulla giustizia per fare spalancare ancora di più gli occhi “a palla” della premier e convincerla a mettere alla porta almeno personaggi come la Santanché o Delmastro. La Presidente del Consiglio ha una sola giustificazione: E’ arrivata a Palazzo Chigi impreparata. Ma una volta conosciuti i limiti di alcuni ministri, avrebbe dovuto puntare ad un Meloni2 imbarcandovi figure più presentabili.E se si scoprisse che Lavitola avesse “lavorato” per qualcuno a Destra, interessato politicamente a sgonfiare Report.
A questo punto, prima che emerga un’altra “verità”, meglio festeggiare il 4 settembre il record di longevità e andare al più presto ad elezioni.Prima che i giudici facciano chiarezza sul ruolo di Lavitola!
PdeA