Leone XIV: preghiera e giustizia sociale sono inseparabili

Il Papa riceve in udienza una delegazione statunitense di 26 membri della società di San Vincenzo de’ Paoli e li ringrazia per la “testimonianza di fede”: Dio apre il cuore e la mente di chi dona con generosità, portate un saluto “alle persone di cui vi prendete cura”.

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Quando si è impegnati nella carità e ci si prende cura degli altri, Dio purifica il cuore e la mente di chi si dona, rendendolo sempre più “pronto” a riconoscere Cristo nel volto del bisognoso. È la riflessione spirituale che Leone XIV condivide con una delegazione statunitense di 26 membri della Società di San Vincenzo de’ Paoli, ricevuta in udienza questa mattina, 28 agosto, nella Sala del Concistoro.

Una giustizia sociale nutrita di preghieraNel suo discorso in lingua inglese ai rappresentanti americani dell’organizzazione cattolica internazionale di volontariato e carità – fondata a Parigi nel 1833 da un gruppo di giovani guidati da Federico Ozanam – il Papa ringrazia per il “generoso servizio” e per l’”eloquente testimonianza della vostra fede”, un contributo importante all’edificazione del Regno di Dio. Un impegno che solo la preghiera e la “relazione con il Signore” è in grado di nutrire.

San Vincenzo de’ Paoli ha dimostrfato che la preghiera e la giustizia sociale non sono semplicemente complementari, ma sono in realtà inseparabili. È dunque mia speranza che vi rivolgiate costantemente al vostro celeste patrono, per seguirne l’esempio e invocarne l’intercessione.

Fonte: Vatican news

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