Salvini chiede a Ranucci una “pausa” e Lui???

“Gli Italiani non debbono pagare lo stipendio a Ranucci. Si prenda una pausa”. L’anatema è di Matteo Salvini, il vicepresidente del Consiglio di Giorgia Meloni, il cui sottosegretario Fazzolari bolla come un bimbominchia, e che chiosa ogni dichiarazione con il riferimento al “buonsenso”.

Una volta “agitava” il Crocefisso con le manone giunte e il testone devotemente rechinato in avanti a mo’ di preghiera.Dice un proverbio napoletano che “anche le pulci pretendono di avere voce in capitolo”.

Aveva il 35 percento di consensi, nei sondaggi, ed è finito a dover difendere, dopo il colpo di sole al Papeete, un misero 5%, sempre nei sondaggi.E pensare che, per evitare l’umiliazione della discesa al 3, questa… fulgida intelligenza lombarda aveva pensato di arruolare addirittura un generale, ignoto ai più e autore di un libro… farneticante, costretto ad autoprodurlo, visti i “niet” delle case editrici. Ci sono voluti i talk televisivi e i giornali ad accorgersi del libro in fondo alle classifiche e ad offrire a Salvini, ancora stordito dai mojito, una ciambella di salvataggio.

Pochi mesi e l’ex generale, nominato sempre da Bimbominchia vicesegretario, si è potuto sedere al Parlamento Europeo e, senza neppure pagare la corsa in taxi, ha salutato Salvini e l’allegra brigata del Carroccio fondando un suo partito per la… gioia di Meloni e di Tajani.Ebbene, questo personaggio si permette di chiedere al conduttore di Report una pausa. Lo stesso “passo indietro” che i leghisti del Nord, con il presidente della Regione Fontana, hanno chiesto a lui, “amante” delle divise e autopromossosi… Capitano”.Ma de che??? dicono a Roma. Hai la faccia come il c..o. Sei stanco, per acume non hai mai brillato riducendoti a raccogliere i frutti di veri leader come Bossi e Maroni, prenditi una vacanza con la figlia di Verdini. O, meglio, vai a ripetizione dal padre.

PdeA

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