Punture di spillo-
Il PD e tutta la variegata compagnia del cosiddetto Campo Largo non viaggiano ancora in “modalità elezioni”. Al contrario della Destra che se ne fotte dei problemi degli italiani, essendo impegnata a discutere dell’opportunità o meno di imbarcare l’ex generale Vannacci e la sua Sporca Dozzina. A via della Scrofa ci si è già “attovagliati” , si fanno i conti sul “cui prodest”, e presto decideranno se gli conviene insistere sul “Melonellum” o tenersi il “Rosatellum”. Al Nazareno tutto questo, per ora, è prematuro e si è ancora al “cari amici”. La preoccupazione “principe” non sono infatti il premio di maggioranza “asso pigliatutto” né i vizi di incostituzionalità della nuova legge elettorale.
Le donne e gli uomini di Elly Schlein invece s’inerpicano, andando peraltro contro la maggioranza degli italiani, sulla strada del “no” alle preferenze con una motivazione davvero singolare: indifferenti ad un Parlamento pronto nel 2029 (cioè domani) a mandare Meloni o La Russa al Quirinale, preoccupati invece di un Parlamento declinato in maggioranza al maschile! E se questa fosse la “libera” volontà di chi sceglie di andare al seggio? Perché ingabbiarla in un recinto “non democratico” di quote rosa? Schlein e “compagne” si chiedono perché le donne che sono in maggioranza, preferiscono votare per gli uomini? Si facciano una domanda e si diano una risposta, direbbe Marzullo!
Eppure, manifestazioni “al femminile” ce ne sono. Le città e le piazze ne sono piene. Ma evidentemente non attecchiscono. Semmai, una preoccupazione, fondata, potrebbe essere quella di tornare ad un Parlamento “clientelare” dove, come in passato, i voti si compravano e venivano votati i più ricchi. Ma anche in questo caso, oggi, queste discussioni lasciano il tempo che trovano anche perché, solo che lo si volesse, Destra e Sinistra potrebbero trovare utili correttivi. Il Problema è più grave e dietro l’angolo. Tra un anno – ma sembra che il Nazareno lo sottovaluti – si voterà per un nuovo Parlamento chiamato, tra l’altro, ad eleggere il successore di Sergio Mattarella.Una cosa non da poco, vista l’opa lanciata da Giorgia Meloni sul nuovo inquilino del Quirinale, cercando di prendere con una fava due piccioni: ottenere con la legge elettorale quel premierato sfuggitole per “intoppi” costituzionali e una postfascista per la prima volta alla Presidenza della Repubblica. E poi sarà la volta della Costituzione. Il disegno della Premier sembra questo o, in alternativa, l’attuale Presidente del Senato.
Schlein, invece di discutere sul sesso degli angeli, ha capito che questa – e solo questa – è la posta in gioco? Tutto il resto verrà in un secondo momento. Se si vuole un Parlamento “dipinto” di rosa ci penseremo dopo! Oggi è più importante che il Nero” non salga al Colle!
P.de A.