Punture di spillo-
A pensar male si fa peccato e la “fretta” della Premier per una nuova legge elettorale fa pensare che l’appetito vien mangiando.
E allora? Facciamolo questo “peccatuccio” riavvolgendo il nastro politico degli ultimi 4 anni! Giorgia sperava di vincere ma non con le modalità che le Opposizioni le hanno offerto su di un piatto d’argento. E, quando il “pallottoliere” di Fazzolari le ha fatto vedere i numeri da maggioranza bulgara con cui avrebbe governato, si è “ingolosita” e l’è aumentato l’appetito. In primo luogo la Premier – che aveva giurato sulla Costituzione – ha accarezzato l’idea di stravolgerla. Innanzitutto con il presidenzialismo e pensionando Mattarella. Ma – primo intralcio – scontrandosi con un imprevisto: la grande popolarità di Sergio da poco rieletto per la seconda volta al Colle.
Allora la Ducetta, pragmaticamente, si è vista costretta a ripiegare sul Premierato ma in “modalità Meloni”: Un Capo dello Stato “fantoccio” con una Premier che fa e disfa a suo piacimento. Il progetto si è arenato su di un binario morto, sempre per ostacoli costituzionali che hanno “disturbato” il manovratore. Nel frattempo, inaspettata, la riforma della giustizia cade sotto la mannaia del referendum, le Opposizioni intravedono la possibilità di mandare a casa la Ducetta, la legislatura imbocca l’ultimo anno, il suo “protettore” Trump la licenzia. Panico…
Resta ancora una possibilità: l’imbroglio di una legge elettorale “studiata” per incoronarla con voto popolare, un premio “abnorme” che le regali 2/3 del Parlamento e il falso pretesto della stabilità. Certo, è difficile far credere che un governo con record di longevità come quello della Meloni – e che dura da una legislatura – possa varare una legge per la sua stabilità. Più ambizioso, e nascosto, è infatti il “vero” motivo. E sta nel “pensare male”. L’obiettivo di Giorgia Meloni, in caso di vittoria alle politiche del prossimo (?) anno, è bypassare il Parlamento, come già avvenuto in parte in questi anni, fottersene degli Alleati “usi obbedir tacendo”, “fregarsene” della Corte Costituzionale, evitare il ricorso ai referendum abrogativi e soprattutto, nel 2029, andare al Quirinale al primo scrutinio.Ho messo l’interrogativo sulle politiche del prossimo anno perché la Ducetta, che sente sul collo il fiato delle Opposizioni che si stanno organizzando, e avverte il pericolo di Vannacci che dice quello che le diceva quando non era al governo, sembra avere un obiettivo ancora più subdolo: andare ad elezioni ad ottobre per togliere alla Corte Costituzionale ogni possibilità di bloccare la legge.E’ chiaro che sarebbe un imbroglio!
Ma, arrivata alla fine della corsa e sapendo che il giocattolo le può sfuggire definitivamente, potrebbe tentare anche questa mossa della disperazione.Disperazione, perché la Ducetta non ha la necessità di forzare il gioco democratico: Si vince e si perde. Ma Giorgia sa che per caso è arrivata a Palazzo Chigi e non è detto che la “botta di fortuna” su ripeta. Anche perché il Paese e gli italiani stanno peggio dell’autunno del 2022. E Giorgia lo sa bene!
PdA