Punture di spillo 2026
Una delle accuse della Sinistra alla Meloni è di aver aumentato le tasse. Lei che, per vincere le politiche, aveva promesso di tagliarle.
E che ti combina Elly Schlein? Toglie veleno ad una delle frecce che nella prossima campagna elettorale le Opposizioni avrebbero potuto scagliare contro la Premier dicendo che la Patrimoniale non è un tabù. Cioè, caricandosi sulle spalle un peso – le tasse – che per tutta la legislatura il Governo non è riuscito a scrollarsi di dosso. Così di colpo, senza essersi confrontata con nessuno dei partiti di opposizione, ha sacrificato all’ideologia un’arma che gli avversari hanno afferrato al volo. Se non è follia, allora è paura di governare. Significa voler perdere le prossime elezioni. Se alla segretaria del PD è più consono il ruolo di opposizione, non lo è per molti Italiani che non vedono l’ora di mandare a casa un Governo senza idee e senza valori.
La Patrimoniale, che pure ha una sua etica costituzionale, è un’estrema ratio cui ricorrere quando non si hanno altre soluzioni. Ma non se ne parla mai in campagna elettorale: Non si promette a chi ti dovrebbe votare che, se vinci, pagherà più tasse. Comunque, al di fuori di un organico progetto di cui la segretaria del PD non ha fatto alcun cenno, e sul quale non si è confrontata con nessuno. Una proposta, si direbbe, dal sen fuggita ma che è deflagrata come una bomba.E’ vero, non sarà corretto. Ma la lotta politica – diceva un vecchio politico che se ne intendeva come Rino Formica – è sangue e merda. Ed infatti con i Cacicchi, ai quali aveva dichiarato guerra, la Schlein ha compattato il centrosinistra, si è presa la Campania ed ha vinto a Salerno. E’ un metodo che non condivide? Qual’è il problema? Si chiami fuori lei, non il Paese nei cui confronti il centrosinistra ha la responsabilità di aver permesso alla Meloni di andare a Palazzo Chigi. Le Opposizioni infatti, unite, avevano i numeri per vincere ma si sono divise ed hanno perso: sia alla Camera che al Senato.Rimesse in campo dalla schiacciante vittoria sul referendum contro i giudici, grazie soprattutto ai voti di coloro che da anni disertavano le urne, sembrava che avessero capito la lezione.
E invece no! Dal giorno dopo PD e 5 Stelle hanno cominciato a dividersi sui criteri per andare a Palazzo Chigi nel caso di una più che possibile vittoria inventandosi, per rinviare la scelta, “campagne di ascolto” o di “idee” ma guardandosi bene dal mettersi attorno ad un tavolo per stendere un programma di cose concrete da sottoporre agli italiani: dalle liste di attesa nella sanità, al salario minimo, ai giovani, alla scuola, ai problemi energetici, ad una comune visione sulle guerre incorso.
Ed è in questo “vuoto” di proposte che Elly Schlein ha parlato di Patrimoniale, una misura non concordata con gli alleati e che ha ridato fiato alla Coalizione di Governo.Nel cosiddetto “Campo largo” (meglio sarebbe chiamarla “Alternativa Democratica”) sarebbe bene prepararsi “insieme” alle prossime politiche. Meloni ci pensa da tempo ed ha studiato una “legge truffa” per restare a Palazzo Chigi. Schlein e Conte si sveglino. Altrimenti restino alla guida dei rispettivi partiti e passino all’idea di un Federatore come l’ “usato sicuro” di Pier Luigi Bersani o un esponente della società civile come Franco Gabrielli. Sono solo due eccellenti esempi, ma se ne potrebbero fare altri. Le risorse non mancano. Quello che rischia di venire a mancare è il tempo!
PdA